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Peugeot 907, la supercar mancata: V12 e 357 km/h di pura eleganza

Presentata nel 2004 al Salone di Parigi, la Peugeot 907 è rimasta una concept car, ma con il suo V12 da 500 CV, i 357 km/h e il design raffinato ha incarnato l’idea di una supercar francese mai nata. Un esercizio di stile e potenza senza eredi

di Nicola D. Bonetti
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In un tempo, non troppo lontano, anche Peugeot sognava in grande. Non grande come un Suv, ma grande come un’idea romantica di velocità, eleganza e ingegneria: il genere di sogno che nasce in un’officina e si realizza tra gli specchi del Salone di Parigi. Era il 2004, e «il Leone» decide di ruggire con voce baritonale, e inconfondibile, dodici cilindri di pura meccanica, costruendo un’auto che nessuno si aspettava e che, forse, nessuno oggi saprebbe più costruire: la 907. Una concept car semplicemente bellissima.

Peugeot 907, la supercar mancata: V12 e 357 km/h di pura eleganza

Lunga, bassa, lucida come un proiettile francese lucidato a mano, la 907 è stata un colpo di teatro. Ma come ogni grande performance, finì troppo presto, lasciando solo il profumo del cuoio e la promessa mai mantenuta di un V12 Peugeot da 357 km/h.

2004, in un Salone dell’automobile di Parigi non ancora sminuito dalla crisi, semplicemente «il Mondial», con tutta la grandeur della denominazione e della tradizione transalpina. Peugeot, sempre in auge come «il Leone», vuole stupire e lo fa con una realizzazione particolare, curatissima nella carrozzeria e negli interni fino al set di valigie in cuoio dedicato, ma soprattutto con prestazioni importanti. Perché la concept 907 potrebbe non essere solo show car, andando oltre la riuscita missione di esercizio di stile.

Peugeot 907, la supercar mancata: V12 e 357 km/h di pura eleganza

Capolavoro di meccanica: Peugeot 907 Concept è un tributo ai motori a 12 cilindri. Il propulsore è realizzato con una soluzione semplice e praticabile, questo il vero merito. Non inventato a Sochaux, nelle officine del Leone, ma già impiegato da progettisti e sognatori pronti alla follia pratica: unire due motori, esistenti e affidabili, per raddoppiarne la potenza. Via spesso applicata dal maestro Franco Sbarro, progettista e costruttore italo-svizzero, con diversi esempi in merito.

Al tempo un propulsore di tre litri, con sei cilindri disposti a V è corto e può arrivare senza fatica a erogare 250 cavalli: sta infatti comodamente nei cofani di Peugeot 406 e dell’ammiraglia 607. Utilizzandone due in fila per restare in una lunghezza accettabile, diventa senza (troppa) fatica un V12 da 500. Nemmeno molto spremuto, quindi già quasi pronto per essere prodotto in serie. L’operazione, con il raddoppio della cilindrata, che arriva a 6000 cc porta anche 620 Nm di coppia massima: molti, utilissimi sia per l’elasticità di marcia richiesta da un’auto non da pista ma con tanta, tantissima velocità.

Peugeot 907, la supercar mancata: V12 e 357 km/h di pura eleganza

Peugeot 907 può spingersi fino a 357 km/h senza appendici aerodinamiche né vistosi orpelli, conservando la discrezione e la raffinatezza richiesta dal progetto.

Il prototipo stradale più potente mai costruito dal Leone ha trasmissione con cambio automatico sequenziale a sei rapporti e trazione necessariamente posteriore. I valori sono tali che, una volta presentata, la dirigenza considera l’eventualità di un seguito produttivo, anche per i riscontri sullo stile e l’immagine di alto livello. Ragionando sul posizionamento, che andrebbe direttamente a sfidare mostri sacri come Porsche, Mercedes-Benz con SLR McLaren e, salendo nell’Olimpo dei V12, verso Aston Martin e Ferrari.

Peugeot 907, la supercar mancata: V12 e 357 km/h di pura eleganza

La linea, definita grintosa e sensuale, è descritta dai progettisti come «realizzazione di un sogno» e anche «unione tra il passato e il futuro del marchio»: rappresenta l’interpretazione contemporanea e sintetica della storia Peugeot.

Lunga 4,37 metri, un record di compattezza, con sbalzo anteriore e cofano lunghi, passo slanciato e coda corta, richiama grandi firme (nota la storica collaborazione tra Peugeot e Pininfarina), con dettagli come gli scarichi laterali (chissà perché solo due per parte, e non almeno tre, se non sei?), i fregi verticali dietro i passaruota e subito oltre il finestrino laterale: ammiccamenti diretti a famose Ferrari.

Frontale con stile Peugeot del tempo, dalla grande bocca inferiore (ingenua, con gli occhi di oggi), i lunghi fari inclinati, mentre è più caratteristico il cofano prominente, con il tocco di stile della parte centrale trasparente per esibire orgogliosamente l'imponente bellezza del motore V12, richiamo a vetture da competizione degli anni 50 e 60. Coda tondeggiante e avvolgente, che nell’insieme riprende un po’ (troppo) Audi TT, prodotta dal 1998 e anticipata da varie concept firmate da Walter de Silva. Peugeot 907, coupé a due posti, è realizzata in fibra di carbonio, ottenendo leggerezza e rigidità.

Peugeot 907, la supercar mancata: V12 e 357 km/h di pura eleganza

All’interno eleganza e sportività, tra sedili in pelle marrone e Alcantara, con inserti in legno per volante e pomello della leva del cambio. Cruscotto analogico per la strumentazione e display touchscreen con navigatore e lettore Mp3 nella console centrale, anticipando i tempi.

Apprezzata dal pubblico del Mondial e dai positivi riscontri della stampa specializzata, sembra, secondo voci insistenti, che Peugeot 907 Concept possa essere realizzata in serie limitata a 50 esemplari. Resterà invece esemplare unico: un sogno, marciante, velocissimo e seducente per la meccanica di pregio. (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 10/10/2025 11:55
Ultimo aggiornamento: 10/10/2025 11:55
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