L'Asia viaggia mista, alle ore 7:20 italiane il Nikkei sale dello 0,25%, mentre Hong Kong cede lo 0,39% e Shanghai lo 0,57%. L'oro riprende a correre, +1,08% a 1.800 dollari l'oncia con il petrolio in corsa, +2,12% a 76,75 dollari il barile a causa dei dissensi all'interno dell'Opec+. Il dollaro si indebolisce sulle maggiori valute e l'euro sale dello 0,13% a 1,1881, lo yen pure a 110,83, la sterlina balza dello 0,3% a 1,3888, mentre il T bond Usa decennale vede il rendimento alzarsi all'1,43% di inizio sessione asiatica all'1,449%. I futures su Wall Street sono contrastati dopo la chiusura di ieri per il 4 luglio, il Dow Jones è positivo, il Nadaq cede lo 0,15%.
L'Opec+ è entrata in crisi a causa dell'aggravarsi delle relazioni tra Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, che hanno bloccato un aumento dell'offerta di petrolio. Ciò che accadrà nei prossimi giorni determinerà se l'interruzione dei colloqui, che stanno facendo salire il greggio verso gli 80 dollari al barile, potrebbe degenerare in un conflitto aspro come la guerra dei prezzi dello scorso anno. In gioco c'è la stabilità della ripresa economica globale in un contesto di crescenti pressioni inflazionistiche e la capacità dell'alleanza dei produttori di mantenere un controllo faticosamente conquistato sul mercato petrolifero.
Oggi lo Shanghai Composite soffre fin dai primi scambi dopo aver chiuso in rialzo dello 0,4% nella sessione precedente, tra le preoccupazioni per la futura regolamentazione del settore tecnologico cinese. L'amministrazione sul cyberspazio del Paese ha ordinato un'indagine su Didi Global Holdings pochi giorni dopo la quotazione al Nyse. Nel frattempo, scrive Reuters, il regolatore antitrust cinese è pronto a bloccare formalmente il piano di Tencent Holdings di unire i due siti di streaming e videogiochi del Paese.
La saga su Didi ha reso le più grandi aziende tecnologiche cinesi una scommessa rischiosa mentre il presidente Xi Jinping cerca di controllare una delle risorse più preziose del Paese, i big data. Didi, come spiega Bloomberg, raccoglie grandi quantità di dati sensibili da mezzo miliardo di utenti attivi annuali, principalmente in Cina, e la repressione del Paese si sta allargando su altre due società che si sono recentemente quotate a New York.
Alcune proiezioni, spiega sempre Bloomberg, indicano che la Cina controllerà un terzo dei dati mondiali entro il 2025, potenzialmente dandole un enorme vantaggio competitivo in aree come l'intelligenza artificiale. E la posta in gioco è alta: l'amministrazione Biden sta esaminando quali dati degli utenti dovrebbero essere vietati alla Cina e Pechino è altrettanto preoccupata per la consegna delle informazioni in mani straniere.
A parte l'impennata del petrolio, gli investitori stanno aspettando un'inclinazione potenzialmente più aggressiva della Federal Reserve. I verbali del Federal Open Market Committee in pubblicazione domani aiuteranno a valutare dove si trovano i membri sulla tema del tapering.
Il vaccino di Pfizer sembra essere meno efficace nell'arrestare la diffusione del ceppo Delta, sebbene rimanga altamente utile nel prevenire le forme gravi, secondo i dati del governo israeliano. L'iniezione ha protetto il 64% delle persone contro il Covid tra il 6 giugno e l'inizio di luglio, in calo rispetto al 94% precedente, secondo quanto riportato dal servizio di notizie Ynet, citando come fonte il Ministero della salute. Allo stesso tempo, l'efficacia del vaccino nel prevenire il ricovero è scesa al 93% dal 98%. Nel frattempo, il governo di Singapore raccomanda alle persone vaccinate di evitare un'attività fisica faticosa per una settimana dopo aver fatto le iniezioni, dato che sono emersi alcuni casi di giovani uomini che hanno avuto problemi cardiaci. (riproduzione riservata)