Il petrolio tratta in calo dopo che il presidente Usa Donald Trump ha minacciato dazi fino al 100% contro la Russia in caso di mancato accordo per un cessate il fuoco in Ucraina entro 50 giorni. Il Brent perde lo 0,25% a 69,02 dollari al barile, mentre il Wti scivola dello 0,45% a 66,68 dollari. In calo anche il gas naturale, con il future Ttf ad agosto che cede il 2,85% a 34,45 euro per megawattora.
Trump ha annunciato ieri l'invio di nuove armi all'Ucraina, minacciando sanzioni contro gli acquirenti di petrolio russo nel caso in cui Mosca non accetti un accordo di pace entro 50 giorni. La notizia aveva inizialmente sostenuto le quotazioni, ma i prezzi hanno poi rintracciato, con gli operatori che hanno interpretato la finestra temporale come un segnale che eventuali sanzioni potrebbero essere evitate. «La scadenza di 50 giorni ha attenuato i timori che sanzioni dirette possano interrompere i flussi globali di greggio», ha osservato Daniel Hynes, strategist di materie prime senior di Anz, aggiungendo che il sentiment resta comunque frenato dalle crescenti tensioni commerciali.
In Italia, «ci vuole diversificazione e un mix energetico differente», ha affermato l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, durante il Sustainable Future Energy Summit, il convegno organizzato da Class Cnbc che riunisce esperti e player del settore. Secondo Descalzi, «un 40% di gas e il resto rinnovabili non basta» e serve una maggiore diversificazione anche sulle tecnologie. «Il nucleare è necessario, ce lo stanno insegnando la Francia e la Spagna. Non ci da una reale indipendenza, ma una resilienza superiore perché ci fornisce più forme di energia». (riproduzione riservata)