Più offerta che domanda e la possibilità che la guerra in Ucraina possa finire a breve. Sono i due fattori che stanno mettendo sotto pressione i prezzi di petrolio e gas, portando il greggio a un livello più basso del 20% da inizio 2025 e il future sul gas in scadenza a dicembre sotto i 30 euro al megawattora al Ttf di Amsterdam, l’hub di riferimento per il mercato europeo.
Il petrolio Brent viaggia sotto i 62 dollari al barile, in calo di oltre il 2% nel primo pomeriggio del 25 novembre 2025, mentre il Wti cede il 2,5% sui 57 dollari dopo che i media statunitensi hanno scritto che Kiev avrebbe accettato un piano di pace mediato dagli Stati Uniti. In entrambi i casi il ribasso da gennaio è di circa il 20%, frutto non solo della prospettiva di un cessate il fuoco, che ridurrebbe i rischi per le catene di approvvigionamento, ma anche di timori ricorrenti su un eccesso di offerta.
«Il mercato petrolifero è in un tiro alla fune tra un eccesso di offerta guidato dalla cautela e le speranze di domanda basate su una politica monetaria più accomodante (che dovrebbe stimolare l’economia, ndr)», spiega Priyanka Sachdeva, analista senior di Phillip Nova.
Una ripresa delle quotazioni del greggio potrebbe arrivare, dunque, se cresce la domanda – ad esempio sostenuta dalla crescita economica – oppure se diminuisce l’offerta. Secondo Deutsche Bank, nel 2026 potrebbe verificarsi una situazione di surplus di greggio con almeno 2 milioni di barili al giorno in eccesso. «Il percorso per il 2026 resta ribassista», conferma l’analista Michael Hsueh.
Anche Jp Morgan si aspetta un ulteriore indebolimento dei prezzi il prossimo anno e nel 2027. In questo caso la previsione degli analisti è di una media di 57 dollari al barile per il Brent nel 2027, ma le quotazioni potrebbero persino precipitare nella fascia dei 30 dollari senza nuovi tagli alla produzione. «Ci aspettiamo che il mercato trovi un equilibrio attraverso una combinazione di domanda in aumento, spinta da prezzi più bassi, e un mix di tagli alla produzione», puntualizzano gli esperti.
L’ipotesi di un cessate il fuoco in Ucraina, con conseguente riduzione dei rischi per le catene di rifornimento, sta spingendo al ribasso anche il prezzo del gas. Il 24 novembre il future in scadenza a dicembre ha chiuso poco sotto i 30 euro al megawattora, ai minimi da maggio 2024 al Ttf di Amsterdam, e nella mattina del 25 novembre i prezzi sono rimasti allo stesso livello. Rispetto a 12 mesi fa, si tratta di un calo di oltre il 35%. (riproduzione riservata)