Colleferro diventa il primo comune del centro-sud Italia a ospitare un hyperscale data center per l'intelligenza artificiale, da 150 MW di potenza elettrica. Un hyperscale data center è un centro di elaborazione dati progettato su scala molto più grande di un data center tradizionale, pensato per sostenere carichi di lavoro massicci come cloud computing, big data e, sempre più spesso, addestramento e utilizzo di modelli di intelligenza artificiale.
Lo scorso 11 agosto il consiglio comunale della cittadina in provincia di Roma ha approvato senza voti contrari la variante urbanistica che apre la strada al progetto. MF ne ha parlato con il sindaco Giulio Calamita.
Domanda. Colleferro è la prima città del centro-sud a puntare su un data center di questa scala. Cosa significa per il territorio?
Risposta. Significa guidare un cambiamento invece di subirlo. Con il voto dell'11 agosto abbiamo dato seguito ad un percorso avviato dalla precedente giunta Sanna, che due anni fa lanciò un bando internazionale per candidare Colleferro ad attrarre investimenti nei data center. Una sfida europea che vede il vecchio continente come un grande regolamentatore rimasto indietro da un punto di vista infrastrutturale. Negli Usa hanno quattro volte la nostra potenza di calcolo pro-capite. Non so se servirà eguagliarla ma di sicuro come europei possiamo ridurre quel divario facendolo in maniera molto più sostenibile di loro. Il consiglio comunale, senza nessun voto contrario, ha dimostrato che questa visione è condivisa da tutto il territorio, al di là degli schieramenti.
D. Da dove arriverà l'energia necessaria a un impianto da 150 MW?
R. La potenza è stata assegnata da Terna e sarà alimentata da fonti rinnovabili, attraverso contratti PPA con operatori green, oltre a 34 MW di fotovoltaico realizzato in loco. Anche sul raffreddamento abbiamo indicato la strada più sostenibile: un sistema a circuito chiuso, sviluppato con la divisione IT di Mitsubishi Electric, che non consuma acqua. Per l'alimentazione di emergenza si useranno gruppi elettrogeni a gas firmati AB Energy di Brescia, collegati alla rete di SGI, senza bisogno di stoccaggi sul territorio. Di certo un paradigma a noi caro, lavoro e ambiente, vanno di pari passo. Eravamo abituati a fabbriche con i camini, che facevano la chimica o caratterizzate da un grande traffico veicolare. Prendere di avere un impianto dove non c'è neanche l'ombra di un’emissione in atmosfera sembrava incredibile 20 anni fa.
D. Ci saranno impatti sull'occupazione?
R. I numeri sono importanti: circa 700 lavoratori impiegati in media durante la fase di cantiere, e a regime circa 220 addetti diretti, a cui si aggiungono altrettanti posti indiretti. Sono profili ad alta specializzazione, per questo stiamo definendo con la società proponente percorsi di formazione sul territorio, per preparare Colleferro alle assunzioni future. Occorre pensare in maniera strategica: se Colleferro diventa punto di riferimento del centro Italia anche per le infrastrutture digitali creando il cd ecosistema quante altre aziende nasceranno o si sposteranno qui? Dipende dalla nostra capacità di essere credibili come già abbiamo fatto in passato. Dei buoni mediatori tra esigenze delle imprese e di tutela del territorio. Ci troviamo di fronte una nuova appassionante sfida che sapremo cogliere.
D. Chi ha curato la progettazione dell'opera?
R. La società di progetto, Cobra Green Hyperscale Srl, ha individuato varie eccellenze in tutto il paese ed ha coinvolto Telecom Sparkle per il collegamento dati alla rete fotonica nazionale. Eccellenze che garantiscono qualità del progetto e affidabilità infrastrutturale. Vedere un impianto inserirsi in una collina, circondato da verde perimetrale e pensile sulla struttura, fino quasi a scomparire, sarà un modo diverso di creare lo sviluppo che serve al centro sud Italia. Analizzare l'attenzione dedicata alla gestione delle acque meteoriche e a come verranno gestite in modo naturale è un ulteriore punto di forza.
D. Quali sono i prossimi passaggi prima di veder partire i lavori?
R. Voglio innanzitutto ringraziare il Comune di Segni, che con spirito collaborativo ha dato il via libera alla nuova viabilità necessaria al data center, e la Regione Lazio, che ha accompagnato l'intero percorso. Ora resta l'ultimo passaggio autorizzativo, quello con il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica: un passo che affrontiamo con la stessa determinazione che ci ha portato fin qui, verso un progetto che parla al futuro di Colleferro. Ci impegneremo a dare un contributo per rendere le opere sostenibili come abbiamo promesso e a realizzare le infrastrutture utili alla città derivanti dagli oneri di urbanizzazione. Non perderemo l'occasione di contribuire a modernizzare il paese e cambiare ancora una volta il volto della città, in meglio ovviamente. (riproduzione riservata)