Green Utility punta a 500 MW di solare in cinque anni. Parla il ceo Silvio Gentile
Green Utility accelera nella transizione energetica e punta a raggiungere 500 MW di capacità installata nei prossimi cinque anni. Il gruppo guidato da Silvio Gentile, founder e ceo, ha chiuso, come risulta in anteprima a MF-Milano Finanza, con il Gruppo Bcc Iccrea due operazioni di project finance per 18,9 milioni di euro, destinati a otto impianti fotovoltaici per 22 MWp complessivi tra Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Puglia, Basilicata e Calabria. A regime i nuovi impianti produrranno circa 35 milioni di kWh l’anno, coprendo il fabbisogno di oltre 13 mila famiglie e consentendo di evitare circa 10 mila tonnellate di CO2 in 30 anni.
Al finanziamento partecipano Bcc Roma, Bcc Milano e Bcc Banca Centro Toscana Umbria, con provvista Cdp Ambiente.
Un’operazione questa che arriva in una fase di forte espansione, dopo l’ingresso nell’ottobre 2024 di InfraVia European Fund V, fondo infrastrutturale di InfraVia Capital Partners, nel capitale di Green Utility, che da allora ha triplicato il portafoglio arrivando a 182 MWp. «Vogliamo continuare a sviluppare soluzioni energetiche sartoriali per grandi clienti industriali e privati. In questo momento il solare è quella che offre maggiore duttilità e performance» dice Gentile a Milano Finanza sottolineando una strategia ben precisa che punta su impianti vicini ai consumi e su aree già compromesse.
«La nostra idea è quella dell’energia verde a km zero: privilegiamo impianti sui tetti o vicino agli stabilimenti industriali, oppure in aree industriali, ex cave ed ex discariche. Sono siti che spesso consentono di accelerare gli iter autorizzativi e dove la rete è più disponibile». Anche perchè la burocrazia resta uno dei principali ostacoli. «Lo stesso impianto può avere iter molto diversi a seconda del territorio. Per questo la selezione del sito e il modo in cui viene concepito il progetto diventano anticorpi efficienti per semplificare la vita a livello autorizzatorio».
Il settore, inoltre, richiede capitali significativi. «Il nostro è un settore capital intensive: alla fine parliamo di infrastrutture». L’ingresso di InfraVia ha rafforzato la struttura finanziaria. «Cercavamo un partner che diventasse il pivot della parte finanziaria dell’azienda. Loro avevano già investito nel solare in Spagna e Francia e cercavano un player di riferimento in Italia». Importante anche l’orizzonte temporale: «InfraVia rimarrà con noi almeno fino al 2031. È un fondo che normalmente investe per sette-otto anni. In un settore come il nostro è importante avere un socio che non abbia l’esigenza di entrare e uscire in tre-cinque anni». Green Utility ha, inoltre, consolidato il rapporto con la comunità finanziaria attraverso due green bond quotati nel 2021 e nel 2023.
«Essere abituati a lavorare con questi soggetti ci ha imposto un livello di compliance elevato», sottolinea il ceo. Il gruppo prevede di chiudere il 2026 con circa 250 MW in esercizio e un Ebitda run rate di 55-60 milioni di euro a regime, con circa 60 dipendenti diretti e oltre 200 considerando l’indotto. L’obiettivo dei 500 MW, inoltre, si accompagna a una crescita qualitativa: «Non vogliamo soltanto crescere come numero di megawatt, ma diventare un punto di riferimento per fornire energia e soluzioni di efficienza energetica soprattutto ai clienti industriali», conclude Gentile. (riproduzione riservata)