Nel 2022 l'aumento dei prezzi dell'energia ha contribuito a spingere l'inflazione ai massimi. Il petrolio ha raggiunto il picco di 14 anni nelle settimane successive all'invasione dell'Ucraina da parte della Russia nel febbraio scorso, per poi scendere. Attualmente l'incertezza sullo scenario economico del 2023 frena l'impatto rialzista legato alle prospettive di un aumento della domanda in Cina, mentre gli investitori stanno valutando i primi effetti del price cap deciso dell'Occidente sul prezzo del greggio russo.
E se il 2022 si è concluso con un performance decisamente positiva dei titoli del comparto petrolifero, con l’indice Eurostoxx 600 energy che ha guadagnato oltre il 20%, come andranno i prossimi mesi? Gli specialisti di Société Générale hanno individuato i titoli da comprare e quelli da evitare, tenendo conto dei fondamentali e delle caratteristiche del business.
1) Equinor. Il dividend yield 2022 e 2023 è pari rispettivamente al 7,2% e al 6,1%. Il rating della compagnia norvegese è hold (mantenere) con target price 360 corone, che implica un total return (performance + rendimento della cedola) del 10%. La performance a 12 mesi è +49%.
2) Omv. Il dividend yield 2022 e 2023 è pari rispettivamente al 9,7% e al 5,4%. Il rating del gruppo austriaco è buy (comprare) con target price 63 euro, che implica un total return (performance + rendimento della cedola) del 40,6%. La performance a 12 mesi è -3,7%.
3) Repsol. Il dividend yield 2022 e 2023 è pari rispettivamente al 4,6% e al 4,7%. Il rating della compagnia iberica è buy (comprare) con target price 19 euro, che implica un total return (performance + rendimento della cedola) del 32%. La performance a 12 mesi è +42,3%.
4) Bp. Il dividend yield 2022 e 2023 è pari rispettivamente al 4,3% e al 4,8%. Il rating è buy (comprare) con target price 570 pence, che implica un total return (performance + rendimento della cedola) del 24,8%. La performance a 12 mesi è +42,6%.
5) Eni. Il dividend yield 2022 e 2023 è 6,6% in entrambi gli esercizi. Il rating del gruppo guidato da Claudio Descalzi è buy (comprare) con target price 17,5 euro, che implica un total return (performance + rendimento della cedola) del 38%. La performance a 12 mesi è +8,7%.
6) Aker Bp. Il dividend yield 2022 e 2023 è rispettivamente 6,5% e 7,4%. Il rating del gruppo norvegese è sell (vendere) con target price 290 corone, che implica un total return (performance + rendimento della cedola) del 2,6%. La performance a 12 mesi è +12%.
7) TotalEnergies. Il dividend yield 2022 e 2023 è pari al 4,7% in entrambi gli esercizi. Il rating del gigante francese è buy (comprare) con target price 65 euro, che implica un total return (performance + rendimento della cedola) del 16,8%. La performance a 12 mesi è +30,6%.
8) Shell. Il dividend yield 2022 e 2023 è pari rispettivamente al 3,7% e al 4,2%. Il rating è buy (comprare) con target price 2750 pence, che implica un total return (performance + rendimento della cedola) del 21%. La performance a 12 mesi è +43,7%.
9) Galp. Il dividend yield 2022 e 2023 è pari rispettivamente al 4,1% e al 4,3%. Il rating della compagnia petrolifera portoghese è buy (comprare) con target price 14,3 euro, che implica un total return (performance + rendimento della cedola) del 17,5%. La performance a 12 mesi è +48,2%.
10) Neste. Il dividend yield 2022 e 2023 è pari rispettivamente all’1,9% e al 3%. Il rating della compagnia finlandese è hold (mantenere) con target price 49 euro, che implica un total return (performance + rendimento della cedola) del 16%. La performance a 12 mesi è -0,8%.