Lo spread Btp-Bund resta sotto la soglia di 130 a 128,25 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in calo al 3,82%. A mercato chiuso il Tesoro comunica i dettagli del collocamento di Btp short e indicizzati in agenda martedì 28 maggio. In generale, l’attività resta vivace sul lato dell'offerta con diversi emittenti euro alle prese con emissioni sindacate. La Francia ha collocato un Oat indicizzato con scadenza luglio 2043, il Portogallo un nuovo 30 anni, mentre l'Austria un nuovo titolo a 15 anni. Sul fronte delle aste regolari, la Germania ha assegnato il 22 maggio 3,28 miliardi di euro di Bund decennali con tassi stabili al 2,53% rispetto al mese precedente.
Con un taglio dei tassi di interesse da 25 punti base da parte della Bce a giugno che è ormai scontato, l'attenzione è concentrata sull’indice Pmi composito preliminare dell’Eurozona, che a maggio si è attestato a 52,3 punti, il massimo degli ultimi 12 mesi (era atteso dagli economisti a 52), e sui dati di Francoforte sui salari della zona euro nel primo trimestre del 2024. Diversi esponenti del board hanno segnalato che da questi dati dipenderà la decisione finale sul primo taglio del costo del denaro. Proprio la Bundesbank il 22 maggio ha detto che i salari in Germania stanno crescendo più rapidamente delle attese, ventilando dubbi sulla prospettiva di una flessione continuata dell'inflazione.
Ebbene, la crescita dei salari nella zona euro è leggermente aumentata nel primo trimestre dando sostengo a un approccio cauto della Bce nel tagliare i tassi di interesse. Infatti, i salari negoziati nei 20 Paesi della zona euro sono aumentati del 4,69% nel primo trimestre, dopo la lettura di 4,45% dei tre mesi precedenti. La Bce ha a lungo riposto le speranze di un taglio dei tassi su questo dato, ma si è impegnata ad allentare la politica il 6 giugno, quindi è più probabile che il nuovo dato influenzi le decisioni politiche più avanti nel corso dell'anno.
In ogni caso Mohammed Kazmi, Portfolio Manager & Macro Strategist di Union Bancaire Privée (Ubp), mantiene un orientamento positivo sugli spread dei Btp. «Sebbene da inizio anno gli spread si siano ristretti, riteniamo che tale restringimento sia giustificato dal contesto economico favorevole», sottolinea Kazmi. Infatti, spiega, «la crescita del reddito reale è diventata positiva e la Bce è pronta a tagliare i tassi di interesse, il che supporta un ambiente favorevole alla liquidità».
Inoltre, aggiunge l’esperto, l'elevata crescita nominale sta portando a un calo del rapporto debito/pil dell'Italia rispetto al suo picco, e fa sì che le preoccupazioni circa la sostenibilità del debito siano oggi meno importanti. «Pur mantenendo una visione positiva sugli spread dei Btp, siamo più difensivi per quanto riguarda la duration complessiva dei tassi d'interesse nell'Eurozona, in quanto una crescita solida, unita a un'inflazione persistente, potrebbe portare a un ciclo di riduzione dei tassi più graduale di quello attualmente previsto», avverte Kazmi. (riproduzione riservata)