skin track
CHRISTINE LAGARDE
PRESIDENTE DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA
CHRISTINE LAGARDE PRESIDENTE DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA
Banche centrali Leggi dopo

Perché non è un dramma se le banche centrali hanno i conti in rosso

di Julian Marx*
16 gennaio 2025, 21:30 Ultimo aggiornamento: 21:36

I criteri contabili adottati da Bce e Fed fanno sì che le perdite (di prezzo) non vengano contabilizzate direttamente, bensì differite a un momento futuro e spalmate su periodi più lunghi

L’obiettivo primario della politica monetaria è la stabilità dei prezzi. Per le banche centrali utili e perdite non sono che effetti collaterali, anche se per molti governi gli utili delle autorità monetarie sono una fonte di reddito assai gradita. Ora però i rubinetti si sono chiusi, perché l’inversione di tendenza nei tassi d’interesse ha i suoi effetti anche sui bilanci delle banche centrali. E anche se i criteri contabili adottati da Bce e Fed fanno sì che le perdite (di prezzo) non vengano contabilizzate direttamente, bensì differite a un momento futuro e spalmate su periodi più lunghi.

La situazione resta comunque complessa. Per esempio, la maggior parte delle 12 Federal Reserve Banks statunitensi che compongono il Federal Reserve System hanno sospeso i loro trasferimenti settimanali di utili al Tesoro Usa nel settembre del 2022 e da allora registrano perdite a nuovo. Per gli ultimi mesi del 2022 l’ammontare era contenuto: solo 16,6 miliardi di dollari. Ma nel 2023 le perdite riportate a nuovo sono lievitate a 116,7 miliardi di dollari. La Fed, alla fine del 2023, aveva già accumulato 133 miliardi di dollari di perdite portate a nuovo e la Deutsche Bundesbank inizierà verosimilmente a riportarne nel 2024, una volta esauriti tutti gli accantonamenti e le riserve.

Per le banche centrali è un problema? In realtà le banche centrali non rischieranno mai di diventare illiquide: a differenza delle normali imprese, dispongono del vantaggio del monopolio di emissione e possono ricostituire continuamente il proprio patrimonio netto dopo le perdite in un’ottica di lungo termine. In più, la situazione finanziaria delle banche centrali è meno precaria di quanto potrebbero suggerire le eventuali perdite portate a nuovo. Molte autorità monetarie dispongono di ingenti riserve latenti, in linea teorica, si può anche affermare che il monopolio di emissione di cui godono le banche centrali rappresenta un’attività immateriale che non figura affatto nei loro prospetti contabili.

Nel complesso, quindi, la qualità del bilancio di molte banche centrali è più elevata di quanto suggerisca un rapido sguardo al patrimonio netto o a eventuali riporti di perdite. Dato che il monopolio di emissione tutela le banche centrali dall’illiquidità, si potrebbe pensare che i loro utili e perdite siano del tutto irrilevanti. Ma in realtà non è così semplice. Vero è che la loro capacità di sostenere le perdite è teoricamente infinita, ma le perdite non dovrebbero avere carattere permanente: perché in tal caso la banca centrale sarebbe costretta a stampare moneta per poter coprire le spese correnti e perderebbe così il controllo sulla politica monetaria, con conseguente rischio di inflazione.

Tutto sotto controllo

Al momento, però, non c’è motivo di ipotizzare una prospettiva del genere. In linea di massima vi sono molti segnali che indicano che le banche centrali, in un’ottica di medio termine, torneranno alla redditività e saranno in grado di ricostituire il patrimonio netto. Persiste però il rischio che i bilanci permangano a livelli elevati a lungo. La Fed ha già dichiarato di prevedere un totale di bilancio più consistente rispetto ai dati storici. Persisteranno quindi anche i rischi legati alle variazioni dei tassi d’interesse. Il membro del consiglio della Fed Christopher Waller ha osservato che in futuro sarebbe opportuno tornare a detenere più titoli di Stato Usa a breve termine, che offrono un rendimento più vicino al livello del tasso di riferimento. Di recente, infatti, i Treasury Bill - buoni del Tesoro statunitensi con scadenza fino a un anno - rappresentavano meno del 5% di tutti i titoli di Stato detenuti dalla Fed.

L’opportunità o meno di ridurre la durata dei titoli iscritti all’attivo va però valutata con attenzione. Con l’inversione di tendenza nei tassi d’interesse, diverse banche centrali hanno subito perdite miliardarie negli ultimi anni e probabilmente ne affronteranno altre. Ad ogni modo, la reputazione degli istituti monetari dovrebbe rimanere intatta: le perdite temporanee non limitano il loro raggio d’azione, la loro solvibilità è per definizione infinita, persistono massicce riserve latenti e infine, in un orizzonte di medio termine, gli utili dovrebbero tornare. (riproduzione riservata)

*Research analyst di Flossbach von Storch



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza