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Perché a Wall Street il premio per il rischio è meno elevato
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Perché a Wall Street il premio per il rischio è meno elevato

di Vittorio Sorge (*)
22 marzo 2021, 12:49 Ultimo aggiornamento: 12:57

Il rendimento dei Treasuries decennali è pari a quello di poco prima dello scoppio della pandemia, mentre l'’Indice SP500 è superiore di circa il 20%. Perché? O per una forte crescita degli utili attesi per il 2021 ma anche per alcuni elementi che riducono il premio per il rischio al di sotto delle medie a cinque anni

Esattamente un anno fa, i mercati azionari mondiali hanno vissuto una profonda turbolenza causata dal diffondersi della pandemia da Covid-19, con cali di oltre il 30% rispetto ai massimi raggiunti solo un mese prima. Grazie ad una azione congiunta dei governi e delle banche centrali, straordinaria e senza precedenti, se si confronta la distanza che separa attualmente i valori dei listini azionari dai precedenti massimi raggiunti a metà febbraio 2020, si nota che gli Usa registrano un rialzo pari al 16,2%, la Cina del 6,5%, l’Europa un calo del 2,1% e l’Italia del 5,9%, ancorché sia la migliore borsa da novembre 2020.

A una prima fase di rialzo durata fino ad agosto e sostenuta soprattutto dal rientro dei premi per il rischio e dal calo dei tassi a lungo termine, a partire da novembre i mercati hanno ripreso a salire, grazie alle aspettative legate al rilascio dei vaccini e alla conferma di nuovi stimoli economici da parte dei governi (negli Usa il budget complessivo speso e stanziato a oggi, equivale ad oltre il 25% del Pil). 

E’ interessante notare come al 15 marzo scorso, sul versante dei tassi il rendimento dei Treasuries decennali sia pari a quello in essere poco prima dello scoppio della pandemia: 1,6%, ovvero 0,7% in più in soli tre mesi, mentre il valore dell’Indice SP500 è, come detto, superiore di circa il 20% rispetto ai livelli di pari data. Ciò può essere giustificato o in termini di forte crescita degli utili per azione  (eps) attesi per il 2021, che dovrebbero posizionarsi su livelli del 10-20% superiori a quelli 2019, oppure con una riduzione del premio per il rischio al di sotto delle medie dell’ultimo quinquennio.

Qualora si realizzassero le aspettative in termini di eps, il livello di inflazione potrebbe essere ben superiore a quanto atteso e quindi comportare un rialzo del rendimento del decennale anche oltre la soglia del 2% dove oggi tende.

Emergono tuttavia elementi anche a favore della evidenza di un minor premio per il rischio incorporato nelle attuali quotazioni di mercato, che potrebbe essere la naturale conseguenza di alcuni fenomeni strutturali che hanno interessato lo scorso esercizio. Eccone alcuni.

a)      L’esplosione delle Spac (società veicolo piene di liquidità, quotate per poi acquisire una realtà industriale che in questo modo viene quotata), in alternativa ai tradizionali Ipo e al direct listing. Nel 2020 negli Usa sono state lanciate circa 250 Spac, raccogliendo 83 miliardi  di dollari e da gennaio ne sono state create cinque al giorno, alcune di alta qualità, molte altre invece di qualità minore e basate soprattutto sul richiamo tra i nomi dei fondatori di molte celebrità dello spettacolo e della Silicon Valley.

b)      La crescita del numero di retail trader, particolarmente attivi sui mercati delle opzioni, grazie a maggiore trasparenza su prezzi e liquidità. Posto pari a 100 l’Indice di illiquidità nel 2000, oggi siamo a meno di 10. La tecnologia ha profondamente agevolato negli ultimi anni il trading, i mercati oggi sono sostanzialmente frictionless e i costi di negoziazione sono crollati. Piattaforme come Robinhood non fanno pagare nulla, generando i loro profitti piuttosto come high frequency trader. La tecnologia sta consentendo di creare nuovi mercati liquidi anche in comparti che tradizionalmente non lo erano: per esempio, Cadre gestisce oggi un mercato digitale sulle proprietà immobiliari commerciali e retail, Yieldstreet sull’arte.

c)      Questa maggiore partecipazione alimenta fenomeni. di social finance, con discussione nei forum delle strategie di successo sperimentate. Il caso Gamestop è un esempio evidente di come il trading possa trasformarsi in un’attività divertente di gruppo: guadagnare o perdere  diventa secondario rispetto ad essere parte di un Gruppo, l’investimento azionario apporta piacere per il solo fatto di poterne parlare sui social e rappresenta così un’ulteriore esperienza di consumo.

d)      I casi di predatory trading e di herding ad esso correlati. Per la prima volta descritti da Brunnemeier e Pedersen nel 2005, realizzati in maniera efficacissima tramite il digital forum Wallstreetbets su Reddit, hanno visto i predatori retail potersi muovere di concerto e con grande efficacia alimentando su vari asset la corsa a salvarsi da parte di prede inconsuete,  quali tipicamente hedge funds che avevano venduto allo scoperto.

Questo fenomeno di trasmissione sociale delle informazioni e di nuove strategie rese possibili dalla tecnologia ha verosimilmente un impatto sulle quotazioni attuali dei mercati e sul premio per il rischio che merita di essere approfondito in prospettiva con maggiori osservazioni e studi.

                                                                                                                (*) Vice direttore generale Banca popolare di Puglia e Basilicata

 



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