skin track
Per Piazza Affari un'apertura di settimana positiva
Mercati Azionari Leggi dopo

Per Piazza Affari un'apertura di settimana positiva

di Marco Sasso
30 ottobre 2017, 18:20

Buona partenza del Ftse Mib in una settimana ricca di riunioni delle banche centrali. Bene il primo collocamento di titoli di Stato a medio-lungo termine: il Tesoro ha collocato tutti i 5 miliardi di Btp offerti. Sale ll'indice della fiducia nei Paesi dell'Eurozona, mentre è risultato inferiore al consensus l'indice dei prezzi al consumo in Germania.

Apertura in positivo per il Ftse Mib (+0,39%), seppur poco mosso, nella prima seduta di una settimana in cui il sentiment degli investitori è proiettato alla ricca di agenda di appuntamenti previsti per i prossimi giorni: sono attese infatti le riunioni del Federal Open Market Committee, della Bank of England e della Bank of Japan, mentre sul fronte macroeconomico, oltre ai dati odierni, è prevista la lettura dei dati sul mercato statunitense del lavoro.

In Italia giornata positiva per il primo collocamento di titoli di Stato a medio-lungo termine dopo la revisione al rialzo del rating sovrano italiano da parte di Standard & Poor's. Il Tesoro ha collocato tutti i 5 miliardi di Btp offerti a rendimenti in deciso ribasso, piazzando 2,5 miliardi di titoli a 5 anni a un tasso pari allo 0,58%, rispetto allo 0,83% dell'asta di settembre, e 2,5 miliardi di Btp a 10 anni all'1,86% (dal 2,19% del mese scorso).

Nel frattempo, sul mercato secondario, lo spread tra Btp e Bund è sceso sotto la soglia dei 150 punti per la prima volta dallo scorso dicembre. Il mercato obbligazionario e le aste odierne hanno beneficiato di due fattori: da una parte, l'effetto positivo delle parole del presidente della Bce, Mario Draghi, che di fatto ha mantenuto aperto il Qe, e dall'altra il giudizio di S&P che, venerdì scorso ha alzato il rating per l'Italia a BBB, promuovendo l'Italia dopo 15 anni.

Quanto alla Bce, per gli analisti di Goldman Sachs, Francoforte non aumenterà i tassi d'interesse prima della seconda metà del 2019. Per gli esperti, il costo del denaro "resterà basso per un periodo di tempo prolungato, e ben oltre la fine degli acquisti" previsti dal Quantitative easing.

Dal lato macroeconomico, giornata particolarmente ricca di appuntamenti: la Direzione generale per gli Affari economico finanziari della Commissione europea ha reso noto il valore dell'indice di fiducia economica nei Paesi dell'Eurozona, attestatosi a ottobre a 114 punti, in aumento rispetto ai 113,1 di settembre e lievemente al di sopra delle attese degli economisti (113,3). L'indice di fiducia relativo alle imprese è salito a 7,9 punti da quota 6,7 di settembre, poco oltre le aspettative del consenso che avevano previsto un rialzo di 7 punti, mentre l'indicatore del settore servizi si è attestato a 16,2 punti, anch'esso in aumento rispetto al mese precedente a 15,4 e sopra le attese a 15 punti.

In Germania, l'indice dei prezzi al consumo preliminare tedesco è rimasto invariato su base mensile ed è cresciuto dell'1,6% a livello annuale nel mese di ottobre. I dati si sono rivelati inferiori al consenso degli economisti che si aspettavano un incremento dello 0,1% mese su mese e dell'1,7% annuo. A settembre l'inflazione era salita dello 0,1% su base mensile e dell'1,8% annuo. A ottobre, l'indice preliminare dei prezzi al consumo armonizzato è sceso dello 0,1% mese su mese ed è salito dell'1,5% su base annua, anche in questo caso sotto al consenso (+0,1% mese su mese e +1,7% anno su anno).

Secondo Tuuli Koivu, analista di Nordea, "Il dato sull'inflazione tedesca di ottobre è stato deludente, e ciò potrebbe implicare un calo dell'indice dell'Eurozona. Il dato è sicuramente a favore della continuazione della politica monetaria accomodante".

Carsten Brzeski, economista di Ing, commentando il calo fatto registrato nell'indice dei prezzi al consumo armonizzato della Germania, ha affermato: "I dati odierni sull'inflazione tedesca giustificano le recenti decisioni di politica monetaria della Banca centrale europea. Finché l'economia modello dell'Eurozona, nonché la più avanzata dell'attuale ciclo economico, non mostrerà segnali di una spinta inflazionistica in accelerazione, la Bce starà estremamente comoda nel suo tapering da colomba".

Negli Stati Uniti, le spese personali per consumi negli Usa sono aumentate dell'1% a livello mensile a settembre, superando il consenso degli economisti (+0,7%), mentre quelle di agosto sono state confermate al +0,1% mese su mese. Il deflatore dei consumi, ovvero l'indice dei prezzi dei beni per consumi personali, è aumentato dello 0,4% mese su mese e dell'1,6% anno su anno, sostanzialmente in linea con le attese degli analisti.

La componente core, sempre a settembre, è cresciuta dello 0,1% mese su mese e dell'1,3% anno su anno, leggermente al di sotto del consenso su base mensile (che prevedeva un rialzo dello 0,2% mese su mese). Infine i redditi personali sono saliti dello 0,4%, come atteso, mentre quelli di agosto sono stati confermati al +0,2%.

Tra i singoli titoli di Piazza Affari, molto bene Saipem (+4,6% a 3,592 euro) che secondo un analista ha amplificato il movimento positivo del settore.

Stm (+2,26% a 20,36 euro) ha continuato a beneficiare dei risultati del terzo trimestre 2017 pubblicati giovedì, conti superiori alle attese.

Ferrari +1,1% dopo la presentazione della FXX-K Evo, la versione aggiornata della vettura da competizione destinata ai clienti.

Su Fca (+0,68% a 14,84 euro) Banca Imi ha ribadito il giudizio add e ha alzato il target price a 16,9 da 12,3 euro. Gli esperti vedono ancora del potenziale di rialzo per il titolo dopo i risultati trimestrali.

Tra i titoli del comparto bancario,  Mediobanca +1,01%, Bper +0,53%, Banco Bpm -0,07%, Intesa Sanpaolo -0,14%, Ubi B. -0,84%, Unicredit -1,18% e B.Mps -1,35%.

Male Italgas (-2,52% a 5,03 euro) che ha visto delle prese di profitto dopo la buona performance dell'ultimo periodo.

Technogym ha guadagnato il 4,08% grazie all'incremento del target price da parte di Kepler Cheuvreux da 7 a 7,7 euro (rating hold). Gli analisti hanno migliorato le stime di eps del 2% sul 2017 e del 5,8% sul 2018.

A Wall Street, Dow Jones e Nasdaq proseguono la seduta all'insegna del segno meno, rispettivamente a -0,29% e -0,12%. Sullo sfondo resta la questione Fed: è atteso per giovedì l'annuncio da parte di Donald Trump del prossimo governatore della banca centrale statunitense. Jerome Powell, dal 2012 membro del board della banca centrale Usa, è considerato il candidato numero uno, in quanto si ritene che manterrà lo status quo in termini di politica monetaria.



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

-30%

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT PRO

229,00 € per 1 anno
328,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

SITO + MF GPT PRO

138,00 € per 1 anno
198,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

-30%

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

160,00 € per 1 anno
229,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

-30%

SITO + MF GPT LIGHT
Sito senza limiti
+ The Wall Street Journal

69,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)