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La regina Elisabetta II ritratta da Elliott & Fry, 1934.
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La tiara della Regina Mia indossata insieme di due collier di perle delle Regine Anna e Carolina.
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L'abito da sposa della principessa Elisabetta disegnato da Norman Hartnell, 1947.
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Il bracciale di Boucheron regalato dal Principe Filippo per il quinto anniversaio di nozze, 1952.
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L'abito da sera di Norman Hartnell indossato nel viaggio in Pakisthan, 1961.
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Impermeabile trasparente di Hardy Amies, anni 60.
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La borsa di Launer London che Sua Maestà ha indossato per 50 anni.
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L'impermeabile trasparente indossato sopra un abito da giorno in seta fantasia e un cappotto tutto di Hardy Amies.
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New Look Coats di Norman Hartnell, 1947–52.
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Cappelli di Rachel Trevor Morgan.
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Foulard Hermès realizzato per Sua Maestà nel 2018.
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Il completo indossato per il Giubileo d'oro di Hardy Amies, 2002.
Piaceri
Per i 100 anni di Elisabetta II un giro nel guardaroba segreto di Sua Maestà
Londra celebra il centenario di Elisabetta con una grande mostra dedicata al suo stile con centinaia di pezzi inediti e gioielli della corona mai visti
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Il 21 aprile 2026 Elisabetta II avrebbe festeggiato 100 anni, a differenza della Regina madre, non è riuscita a superare il traguardo in vita, ma a celebrare il suo centenario resta il suo regno con una mostra eccezionale Queen Elizabeth II: Her Life in Style, ospitata alla King’s Gallery di Buckingham Palace. Inaugurata il 10 aprile, in una decina di giorni l’esposizione ha già attirato l’attenzione internazionale. E non solo per il valore storico dell’allestimento e per l’eccezionale valore dei reperti in mostra, centinaia di capi, di cui una buona metà inediti e mai mostrati in pubblico.
Entrare nel guardaroba di Sua Maetà è infatti un’occasione unica per ripercorrere 90 anni di storia, non solo del costume e della moda ma anche politica e culturale e non solo per i suoi ex sudditi. Insomma, se avete in programma un viaggio a Londra da qui a metà ottobre, mettete in agenda un salto alla straordinaria mostra allestita a Buckingham Palace nelle sale della King’s Gallery. I biglietti si possono acquistare in prevendita già sul sito della Royal Collection Trust.
Gallery
mostra elisabetta

Non si tratta di una mostra per nostalgiche signore inglesi, e neppure per appassionate di moda e costume. Anche se ha mandato in visibilio i fashion editor più potenti di tutte le riviste patinate a cominciare dalla mitica Anne Wintour, direttore editoriale di Vogue Usa, che ha firmato un saggio nel catalogo. E a fine tour vale proprio la pena fermarsi nel bookshop per acquistare una copia del volume firmato da Caroline de Guitaut, a capo della Royal Collection Trust e curatrice della mostra: «Il guardaroba della regina Elisabetta II era un vero e proprio capolavoro di simbolismo, sartoria e artigianato britannico», come ha sintetizzato l’esperta d'arte britannica (a dispetto del nome).

Vesto dunque regno
Delle scelte di moda di Elisabetta II come statement diplomatico molto già si sa: dalla scelta delle spille in base al messaggio che voleva far arrivare fino alla mitica Launer, la borsa nera del brand britannico che per oltre mezzo secolo è stata il suo accessorio indispensabile (ne ha alternate circa 200), ma anche la sua miglior forma di comunicazione le bastava spostarla da una mano all’altra per far arrivare il messaggio a chi di dovere. Di pubblico dominio anche lo stratagemma di inserire micro-piombini nell’orlo di gonne e vestiti per evitare l’effetto Marilyn Monroe al primo refolo di vento.

Regina comanda colore
Si tratta insomma della più grande esposizione mai allestita dedicata allo stile della regina Elisabetta II, con centinaia di capi, dagli abiti da sera di alta moda agli abiti casual ma sempre con tagli di sartoria impeccabile, dalle tenute da equitazione, il suo sport preferito, fino agli outfit che hanno letteralmente fatto la storia, da quello per l’incoronazione all’abito da sposa.

Il tutto è disposto in ordine cronologico ma anche cromatico, perché si sa la regina aveva una predilezione per i colori decisi che indossava in rigoroso look color-block, esteso a tutti gli accessori, dal cappello a calze e scarpe, così anche se la nuance oscillava sulle tinte pastello più lievi nel total look recuperava in visibilità.

La motivazione l’aveva spiegata bene lei, non per armocromia o per seguire le mode ma per essere sempre ben visibile da tutti negli eventi ufficiali. Risaltare non era una scelta dettata dall’ego, ma del dovere della Corona.

Il suo essere visibile era una scelta di cortesia e diplomazia, per facilitare la sua individuazione durante gli eventi pubblici e per far sì, come aveva spiegato la nuora Sofia, moglie di Edoardo, ed ex esperta di relazioni pubbliche, perché tutti tornando a casa possano dire, «ho visto la Regina». Ma anche, come disse la diretta interessata: «Devo essere vista, per essere creduta». Non a caso, infatti, Elisabetta II è stata la prima regina a intuire il potere dei media e a utilizzarli per prima per traghettare la monarchia nell’epoca moderna, fin dagli auguri alla nazione a mezzo radio, prima, e poi, televisivo.

I pezzi forti del guardaroba di Sua Maestà
Tra i pezzi forti dell’esposizione come sottolinea Caroline de Guitaut, ci sono non solo vestiti di gala ma anche abiti più casual come una giacca in tweed Harris e una gonna in tartan Balmoral, disegnate dall’amatissimo stilista inglese Norman Hartnell e indossate negli anni 50, fino al cappotto verde realizzato dalla fidata Angela Kelly e indossato dalla Regina nelle foto ufficiali degli ultimi anni della sua vita.

Tra i capi più curiosi c’è di sicuro l’impermeabile di plastica trasparente realizzato negli anni 60 da Hardy Amies, precursore dei famosi ombrelli trasparenti con le punte colorate che la Regina avrebbe poi utilizzato in occasione di impegni ufficiali, che permetteva ai suoi abiti da giorno dalle tinte vivaci di essere visibili alla folla di spettatori indipendentemente dalle condizioni meteo. Un capo davvero all’avanguardia, non a caso Amies è stato anche lo stilista scelto da Stanley Kubrick nel 1968 come costumista futuristico per il suo 2001: Odissea nello spazio.

I gioielli (inediti) della corona
Ma tra gli highilisyts della mostra ci sono di sicuro i gioielli esposti. Non a caso la curatrice, Caroline de Guitaut, è una delle maggiori esperte mondiali nel campo, dalle mitiche creazioni di Fabergé al tesoro reale inglese. Tra i pezzi da non mancare c’è, per esempio, la spilla di diamanti Lover’s Knot indossata dalla Regina Madre al matrimonio della figlia con il principe Filippo, per la prima volta mostrata in pubblico come il doppio filo di perle girocollo indossato per l’occasione da Elisabetta, segnati nel tesoro della regina Vittoria, come appartenenti ad Anna Stuart e alla futura moglie di re Giorgio II. Molte le tiare e le corone in mostra, simbolo dell’onore ma anche dell’onere regale, scelto non a caso come titolo della fortunata serie tv sulla sua vita, The Crown. (Riproduzione riservata)
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