Interessate al recupero sono sette aree dismesse dalle Ferrovie dello Stato (nell'ordine quelle di Greco-Breda, Lambrate, Rogoredo, Porta Genova, San Cristoforo, scalo Farini e Scalo Romana). La società Sistemi Urbani Fs avrebbe dovuto investire 130 milioni per valorizzare le aree o gli immobili relativi. Il consiglio comunale di Milano non ha però approvato la delibera di giunta che portava la firma di Ada Lucia De Cesaris, ex assessore all'Urbanistica, e la cui eredità è passata dalla scorsa estate nelle mani del nuovo assessore Alessandro Balducci, che formalmente ha chiuso l'accordo. I voti a favore sono stati 21, contro 23 contrari. L'iter era già stato rallentato il 3 dicembre scorso, in assenza di quorum.
Colpa, secondo molti, dell'inizio anticipato della campagna elettorale per le amministrative del 2016. Il centrosinistra infatti è già impegnato con le primarie e quindi la maggioranza si sta sfaldando, in parte compromettendo l'attività amministrativa.
La giunta ora potrebbe riscrivere la delibera, riproporla con variazioni o lasciarla in eredità alla prossima amministrazione.
Scatenate le opposizioni, ma anche Assimpredil e Confindustria non hanno gradito la decisione. Intanto per il prossimo 15 dicembre il circolo 02PD,ha indetto un incontro sugli Scali Fs e la loro importanza per il futuro della città. Interverranno l'ex vicesindaco e assessore all'Urbanistica Ada De Cesaris e l' assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran. (riproduzione riservata)