Prima seduta di settimana negativa il FtseMib di Piazza Affari che ha lasciato sul terreno lo 0,55% portandosi a 22.437 punti. Contestualmente, a Parigi il Cac40 ha perso lo 0,73%, il Dax30 di Francoforte ha ceduto lo 0,40% e il Ftse 100 di Londra ha terminato in calo dello 0,24%.
Sul fronte politico rimane sempre più incerto il futuro della premier britannica Theresa May, con i deputati del partito conservatore pronti a firmare una lettera di sfiducia al primo ministro britannico. "Servirebbero 48 voti per un nuovo governo, ma questo avvenimento crea frustrazione fra gli investitori che cercano chiarezza nelle negoziazioni sulla Brexit", hanno commentato gli analisti di Fxtm. La premier, che dovrà far ripartire l'iter del testo di legge sull'uscita dall'Ue alla Camera dei Comuni, si troverà probabilmente a fronteggiare un folta schiera di parlamentari conservatori anti-Brexit pronta ad allearsi con l'opposizione laburista per imporre cambiamenti al disegno di legge. La mozione di sfiducia potrebbe essere concretamente messa al voto a Westminster nei prossimi giorni.
Nel frattempo, in Italia il ministero dell'Economia ha collocato tutti i 6 miliardi di Btp a 3,7 e 15 anni con tassi in calo. Nel dettaglio, sono stati collocati 2 miliardi di Bot a tre anni, con il rendimento che è tornato negativo a -0,02% (dallo 0,15% di ottobre). Inoltre sono stati assegnati 2,5 miliardi di Btp a 7 anni con rendimento dell'1,21% e 1,5 miliardi di Btp a 15 anni con un rendimento al 2,38%. "Sull'obbligazionario italiano si continuano a vedere gli effetti positivi del miglioramento del giudizio delle agenzie di rating sull'Italia e dell'atteggiamento da colomba del presidente della Bce, Mario Draghi", ha dichiarato uno strategist all'agenzia MF-DowJones.
Sul fronte macroeconomico la settimana si prospetta ricca di appuntamenti, nonostante nella giornata odierna non siano state rilasciate letture degne di nota. Come sottolineato da Filippo Diodovich, strategist di IG, nei prossimi giorni nell'Eurozona "saranno pubblicate le cifre sul Pil del terzo trimestre nei principali Paesi del Vecchio Continente. Da tenere sotto controllo anche l'indice di fiducia calcolato dall'istituto tedesco Zew e il dato sull'inflazione dell'area euro, fondamentale per la politica monetaria della Bce". Negli Stati Uniti invece, ha proseguito l'esperto, "i dati più importanti riguarderanno le vendite al dettaglio e l'inflazione".
Tra i singoli titoli quotati a piazza Affari, brutta apertura di settimana per Leonardo (-4,34% a 10,59 euro) che a detta di un analista ha continuato a pagare il taglio della guidance sul 2017 annunciato giovedì sera in occasione della diffusione dei risultati trimestrali. "Leonardo punta a dare impulso alle azioni di crescita nel nuovo piano strategico che sarà presentato a gennaio 2018", ha detto presso il Dubai Air Show l'amministratore delegato, Alessandro Profumo.
Partenza di settimana brusca anche per Telecom I. (-3,23% a 0,6895 euro) su cui Goldman Sachs ha ridotto la raccomandazione da buy a neutral, con prezzo obiettivo che è sceso da 1,01 a 0,86 euro sulle ordinarie e da 0,84 a 0,71 euro sulle risparmio.
In calo YNap (-2,17% a 28,42 euro), gruppo nato dalla fusione tra Yoox e Net-A-Porter, su cui Credit Suisse ha tagliato la raccomandazione da outperform a neutral, con prezzo obiettivo abbassato da 32 a 29 euro.
Tra i bancari B.Mps -4,49%, B.Carige -1,85%, Ubi B. -1,75%, Intesa Sanpaolo -0,85%, Banco Bpm invariata a 2,734 euro, Unicredit +0,12%, Mediobanca +0,15%, Bper +0,9%. Creval ha chiuso la seduta in rialzo dell'1,71% nonostante il taglio del rating sul titolo da buy a hold da parte di Banca Imi, con prezzo obiettivo sceso da 4,1 a 1,66 euro.
Sul resto del listino, Immsi (-3,55% a 0,719 euro) ha visto qualche presa di profitto (dopo il +100% circa segnato da inizio
anno) in scia alla pubblicazione dei buoni risultati trimestrali. Il gruppo ha registrato un risultato netto consolidato al 30 settembre 2017 positivo per 12,4 milioni di euro, in deciso miglioramento rispetto a 0,8 milioni euro registrati al 30 settembre 2016.
Infine, bene Astaldi (+3,88%) che ha proseguito il movimento di recupero iniziato venerdì scorso e Fincantieri (+3,51% a 1,12 euro) che ha beneficiato dei giudizi positivi degli analisti arrivati dopo i risultati del terzo trimestre 2017.
Nel frattempo, dopo l'apertura in leggero ribasso, a New York il Dow Jones e il Nasdaq si portano leggermente in positivo guadagnando rispettivamente lo 0,07 e lo 0,06%. Tra gli investitori non si placano i dubbi circa l'attuazione della riforma fiscale promessa dall'amministrazione Trump, nonostante Il segretario del Tesoro Usa, Steven Mnuchin, abbia affermato che le differenze fra i disegni di legge della Camera e del Senato sulla riforma fiscale sono riconciliabili e che entro fine mese ci sarà probabilmente un testo comune pronto per la firma del Presidente. Per gli economisti di Intesa Sanpaolo, infatti, "le differenze fra i due testi riguardano alcuni punti rilevanti e i negoziati per arrivare a un testo comune saranno difficili".