Paris, le Paradis, durante Art Basel
Dal 24 al 26 ottobre torna l’appuntamento per appassionati e collezionisti al Grand Palais: una location unica che, sotto le sue volte in vetro, ospita il meglio del mondo dell’arte. Con più di 200 gallerie da 40 paesi
Magnetica. L’edizione parigina di Art Basel va ben oltre l’amore che i collezionisti nutrono per l’arte contemporanea. Certo che la presenza di 206 gallerie internazionali provenienti da 41 Paesi diversi con 29 significative new entry sotto le volte in vetro restaurate del Grand Palais è un elemento allettante.

A rendere imperdibile l’esperienza ci pensa la location, la Ville Lumière lucida come non mai, un concentrato di proposte artistiche (da Gerhard Richter, alla Fondation Louis Vuitton, a Philip Guston, al Musée Picasso-Paris), eventi, piccoli bistrot dove riflettere sui lavori visti in Fiera e sugli artisti felicemente ritrovati.

È il caso di Vanessa Beecroft, la genovese che si è distinta per le coraggiose performance con plotoni di ragazze da copertina nude, in posa come soldati. La gallerista napoletana Lia Rumma la rappresenta dalla prima ora e oggi la espone nella main section di Art Basel, Galeries. Qui sono presenti 160 gallerie specializzate nel settore post war and contemporary che partecipano organizzando negli stand non solo mostre collettive, ma anche assoli di Blue Chip contemporanei (artisti il cui valore di mercato è destinato ad aumentare, indipendentemente dalle condizioni economiche generali, ndr) e voci emergenti che hanno già un nutrito seguito e meritano attenzione.

Come il trentenne californiano Jasper Marsalis, con studio a Londra: il suo lavoro sconfina dalla pittura alla scultura, alla performance.
Tra i debutti, da segnalare, nella sezione principale, le gallerie Chapter (New York), la parigina Crèvecœur e The Approach (Londra). Dal settore Emergence, arrivano, invece, Fanta-MLN di Milano e Madragoa di Lisbona. Meritano una visita Maxwell Graham e, per quanto riguarda il mercato secondario, la galleria Acquavella, entrambe di New York.

Tra gli italiani, Tornabuoni Art sfodera un Concetto spaziale di Lucio Fontana con ben cinque tagli di colore rosso, lo stesso colore usato per Teresita, il grande Concetto spaziale con un taglio solo su fondo rosso che l’artista omaggiò alla moglie in segno d’amore. (Riproduzione riservata)
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