Forse non ne avrebbero bisogno perché i loro portafogli non risentono delle tasse come quelli di un lavoratore medio, eppure gli ultra ricchi possono contare su diversi regimi fiscali particolarmente leggeri in giro per il mondo. La condizione imprescindibile è lo spostamento della residenza nel Paese scelto. In base a eventuali ulteriori requisiti di accesso e soprattutto a benefici correlati, i Paperoni possono poi effettuare la loro scelta tra i candidati sul tavolo.
Partendo dall’Italia, questa rischia di perdere smalto a causa dell’ulteriore modifica al regime agevolato apportato dalla manovra 2026 che ha alzato la flat tax a 300 mila euro annui per gli high-net-worth individual e raddoppiato a 50 mila l’imposta forfettaria per i loro familiari. Così «il regime costituisce un filtro per selezionare contribuenti dotati di maggiori risorse da poter destinare all’Italia, presupponendo, per essere conveniente, l’esistenza di un reddito di fonte estera (e corrispondente patrimonio) 3 volte superiore a quello che era sufficiente nel regime iniziale», spiega a Milano Finanza, Federico Raffaelli, partner di Cms. Quella più rigida selezione all’entrata fotografata già nella relazione tecnica alla manovra che stima un tasso di aumento dei richiedenti di circa 130 soggetti all’anno dal 2027. Un terzo del ritmo annuo mantenuto tra il 2021 e il 2023, e un valore irrisorio rispetto a mille nuovi beneficiari del 2024 e del 2025. Il regime italiano comunque resta competitivo. In primis per l’esenzione dalle imposte su immobili e attività finanziarie estere e dall’obbligo di trasparenza sugli asset esteri. Attirano anche l’alta qualità del sistema scolastico e sanitario, e il clima.
Il competitor diretto dell’Italia è la Grecia. La durata massima è la stessa (15 anni) come l’esenzione dalle tasse di successione e donazione. In Grecia però la flat è rimasta a 100 mila euro (e a 20 mila euro per i familiari). A cui va associato un investimento di 500 mila euro in immobili, titoli o attività produttive.
Passando poi a due Paesi che anche nell’immaginario comune pullulano di super ricchi, la Svizzera prevede per gli stranieri che si trasferiscono un contributo forfettario tra 150 mila e 350 mila franchi all’anno (dipende dal cantone). Anche qui nessuna tassa per gli eredi e segretezza garantita sui propri redditi e asset globali. Però il regime non consente alcun tipo di occupazione per i beneficiari, che quindi devono poter vivere di rendita o di attività commerciali estere. Anche a Monaco i requisiti di accesso all’esenzione totale e illimitata dalle tasse sono molto selettivi. Infatti gli aspiranti residenti devono detenere 500 mila euro in banca e possedere o avere in affitto una casa nel principato. Però Monaco garantisce uno stile di vita prestigioso (pur se in 2 km quadrati) e un clima mite. Attenzione: sono esclusi dal regime monegasco i cittadini francesi.
Restando in territorio europeo, risultano simili i requisiti per i regimi agevolati di Malta e Cipro, non molto grandi ma internazionali. Da un lato, lo 0% di tasse sui redditi esteri si ottiene spostando la residenza e per i cittadini extra Ue inoltre comprando (spesa di 300 mila euro) o affittando (per circa 10 mila euro) una casa. Dall’altro lato, per i nuovi residenti ciprioti la tassazione è allo 0% per 17 anni ma i non europei devono anche effettuare un investimento immobiliare di 300 mila euro. Anche qui sono esclusi dalle agevolazioni i redditi da occupazione e da attività imprenditoriali.
Restando con la lente d’ingrandimento sulle isole ma trasferendo lo sguardo in Oriente, spiccano per convenienza Hong Kong e Singapore. Entrambe garantiscono, a fronte di una presenza fisica di oltre 180 giorni all’anno, zero tasse sui redditi prodotti all’estero. Pesa però l'indice politico: si tratta di una regione amministrativa speciale cinese e di una dittatura democratica.
Continuando a viaggiare per il mondo dei paradisi fiscali per i Paperoni, chi volesse beneficiare dello 0% di tasse negli Emirati Arabi Uniti a tempo illimitato dovrà ottenere un visto investendo almeno 200 mila dollari. Per di più, in Uae è prevista una tassa del 9% sulle imprese i cui profitti superino i 375 mila dirham (circa 102 mila dollari) e non si può sottovalutare che per 6 mesi all’anno le temperature superano i 40 gradi.
Da ultimo un salto nelle Americhe: l’Uruguay per i nuovi residenti o per chi sostiene un investimento nel Paese di almeno 500 mila dollari garantisce l’esenzione dalle tasse sui redditi prodotti all’estero per 11 anni. C’è però una tassa di successione sui trasferimenti di immobili se locati in Uruguay. (riproduzione riservata)