Ucraina e Medio Oriente sono «solo due dei principali scenari di guerra, quelli a noi più vicini. Il numero dei conflitti e delle crisi umanitarie in corso è purtroppo ben più alto. Anzi, di fronte a tanta efferatezza un rischio che non possiamo sottovalutare è che - accanto ai tanti che si sentono chiamati all'opera di costruire la pace - parte dell'opinione pubblica rimanga come assuefatta, che la sofferenza di milioni di esseri umani non scuota più le coscienze». Queste le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando al Quirinale in una dichiarazione pubblica nel Salone degli Specchi dopo il colloquio durato circa 30 minuti con il Papa Leone XIV.
A preoccupare il Capo dello Stato anche il mondo «costruito sul multilateralismo, su un sistema che prevedeva il dialogo per la soluzione delle controversie, oggi sembra progressivamente accantonato». Le istituzioni nate dopo la seconda guerra mondiale «appaiono indebolite - talvolta strumentalmente, e irresponsabilmente, delegittimate - e non in grado di incidere con la necessaria efficacia sulle crisi attuali». E il venir meno di questi meccanismi che «costruiscono fiducia tra gli Stati è il prevalere della logica del più forte, la tentazione di fare ricorso alle armi per risolvere una disputa, sembrano talvolta prevalere».
Ma non «dobbiamo o vogliamo arrenderci alla prospettiva di una società dominata da oligarchi o, meglio, da privilegiati, in base al censo, alla spregiudicatezza, all’indifferenza verso gli altri, che si profila rimuovendo i valori di uguaglianza, di solidarietà, di libertà». Insomma non bisogna scordare, ha aggiunto Mattarella, che «il rispetto della dignità di ogni persona, della solidarietà, della giustizia costituiscono l’anima delle nostre democrazie, intese non soltanto come rispetto delle regole del gioco, ma nella essenza più profonda di garanzia di libertà, uguaglianza, partecipazione. Tutti antidoti alla contrapposizione irriducibile, ai conflitti di ogni genere, alla guerra». Ecco che la pace «comincia da ognuno di noi» e «per questo è così essenziale disarmare gli animi e le parole. Fuggire dall'esaltazione dei contrasti».
In Medio Oriente, il cessate il fuoco a Gaza ha acceso «una scintilla di speranza», ha dichiarato Mattarella citando il Pontefice, «che va sostenuta con convinzione».
Secondo il presidente«“la ferita atroce dell'attacco terroristico del 7 ottobre 2023, ha fatto seguito una reazione che ha superato non soltanto criteri di proporzionalità, ma anche i confini di umanità». E adesso bisogna «rilanciare la soluzione di uno stato per ciascuno per i due popoli l'unica condizione per pace e sicurezza duratura». Altrimenti, «sotto la cenere della fine delle violenze cova il rancore, pronto a divampare nuovamente alla prima occasione che possa essere sfruttata, per rendersi conto allora che la fine delle violenze si trasforma, purtroppo, in una parentesi tra due esplosioni».
Papa Leone ha subito voluto rinnovare «l'appello accorato affinché si continui a lavorare per ristabilire la pace in ogni parte del mondo e perché sempre più si coltivino e si promuovano i principi di giustizia, di equità e di cooperazione tra i popoli che ne sono irrinunciabilmente alla base».
In questa cornice è importante sottolineare «l’impegno che lo Stato italiano e la Santa Sede hanno sempre profuso e continuano a porre in favore del multilateralismo. Si tratta di un valore importantissimo. Le sfide complesse del nostro tempo, infatti, rendono quanto mai necessario che si ricerchino e si adottino soluzioni condivise».
Il Pontefice si è infine soffermato sul nodo del calo della natalità in Europa. Servono «scelte a vari livelli in favore della famiglia, sostenendone gli sforzi, promuovendone i valori, tutelandone i bisogni e i diritti». In particolare, secondo Papa Leone, è fondamentale garantire a tutte le famiglie il sostegno indispensabile «di un lavoro dignitoso, in condizioni eque e con attenzione alle esigenze legate alla maternità e alla paternità». (riproduzione riservata)