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Panetta (Bankitalia): i dazi non funzionano. Nessun Paese prospera chiudendosi al commercio internazionale
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Panetta (Bankitalia): i dazi non funzionano. Nessun Paese prospera chiudendosi al commercio internazionale

18 giugno 2025, 20:01

Il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta: isolarsi è autolesionista. Gli Usa vogliono recidere il legame tra Cina e Russia. Bce aperta a ogni strada sui tassi, dice a un evento per i 50 anni di Prometeia

«Non c’è esempio nella storia economica del passato di un Paese che abbia prosperato chiudendosi al commercio internazionale. La storia degli ultimi sessant’anni è una storia di integrazione commerciale internazionale e di crescita. Le due cose sono legate l’una all’altra». Lo ha sottolineato il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta all’evento Young Factor promosso da Osservatorio Permanente Giovani-Editori in partnership con Intesa Sanpaolo.

Panetta ha osservato che «non c’è alcun vantaggio per un Paese nell’isolarsi rispetto al resto del mondo. L’idea di isolarsi degli Stati Uniti mi sembra autolesionista».

Il governatore della Banca d’Italia ha rilevato che i dazi «non risolveranno il problema di bilancia dei pagamenti che dipende da un eccesso di domanda interna rispetto alle capacità di offerta in un’economia che è vicina alla piena occupazione». Le tariffe inoltre «non avranno nessun effetto sull’industria».

La competizione Usa-Cina

Secondo Panetta «un modo per spiegare quello che sta succedendo in campo commerciale è riportare tutto alla logica della competizione tra Stati Uniti e Cina. Il tentativo dell’amministrazione statunitense è quello di limitare l’influenza internazionale della Cina cercando di recidere il rapporto molto stretto che si è creato negli anni scorsi tra Cina e Russia. Se mettiamo insieme la potenza industriale, tecnologica e finanziaria della Cina con le risorse naturali della Russia, sarà molto difficile competere con loro. Quindi credo che l’obiettivo del presidente Trump sia quello di tentare di rilegittimare a livello internazionale la Russia», ha osservato.

Panetta ha aggiunto che l’Ue è diventata un avversario degli Usa perché «negli anni scorsi per mille buoni motivi ha avuto un atteggiamento molto fermo nei confronti della Russia per sanzionare l’invasione dell’Ucraina. Così si può spiegare questo accanimento nei confronti dell’area euro che è alleata».

Panetta ha fatto notare inoltre che «la differenza nei dazi fra Ue e Stati Uniti è minima. Prima di Trump, l’Ue imponeva dazi medi sulle merci statunitensi del 2%, mentre gli Stati Uniti nei confronti delle merci europee dell’1,6%. Una differenza che si poteva risolvere molto facilmente».

Il governatore della Banca d’Italia ha poi osservato che «stiamo vedendo le conseguenze della fine del sistema multilaterale nei rapporti internazionali. Da questo sistema in cui tutti i Paesi erano seduti intorno al tavolo, oggi siamo passati a un sistema multipolare, nel quale contano i rapporti di forza, non l’interesse generale e collettivo. E quando ci si confronta sulla base dei rapporti di forza, ogni tanto la forza bisogna misurarla. Purtroppo tra i Paesi si misura in vari modi e uno di questi è la guerra». I conflitti attuali sono «localizzati, ma il rischio è che a un certo punto possano scappare di mano con esiti infausti», ha detto.

La politica monetaria

Panetta è intervenuto anche a un incontro per i 50 anni di Prometeia e ha rilevato che la politica monetaria nell’area dell’euro «si trova nuovamente ad affrontare un contesto di elevata incertezza».

Le proiezioni dell’Eurosistema per i prossimi mesi indicano un’inflazione che si manterrà «ben al di sotto dell’obiettivo del 2% per un periodo prolungato, accompagnata da una dinamica produttiva debole».

Il quadro macroeconomico, secondo il governatore di Bankitalia, rimane tuttavia «esposto a rischi significativi e difficili da valutare. A contribuire a tale incertezza concorrono, da un lato, i segnali contraddittori provenienti dalla politica commerciale degli Stati Uniti e, dall'altro, l'escalation del conflitto tra Israele e Iran».

In questo scenario il consiglio direttivo della Bce, ha ricordato Panetta, «ha confermato un approccio improntato alla flessibilità, mantenendo aperte le opzioni a sua disposizione. Continuerà a calibrare le sue scelte riunione per riunione, senza vincolarsi anticipatamente a un percorso prestabilito per le decisioni di politica monetaria». (riproduzione riservata)



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