Palazzo Michiel del Brusà: abitare sul Canal Grande guardando il Ponte di Rialto
In vendita a poco meno di 9 milioni di euro una scenografica dimora su due piani all’interno di un palazzo tra i più antichi della Laguna
Se fosse musica, sarebbe un concerto: una sorprendente, mirabile composizione in cui strumenti, melodie e sonorità si rincorrono, si intrecciano, si fondono. Il pensiero sorge spontaneo non appena si mette piede nella scenografica dimora al secondo piano nobile di Palazzo Michiel del Brusà, uno tra i più antichi di Venezia, risale al 1500, situato sul Canal Grande con vista sul Ponte di Rialto.

L’ha appena messa sul mercato (per poco meno di 9 milioni di euro) Venice Real Estate, partner di Knight Frank, una delle società di mediazione immobiliare più prestigiose sulla scena internazionale. La similitudine regge perché sono così tanti i dettagli, gli stili, le reminiscenze, le citazioni nell’impianto architettonico e decorativo dell’appartamento, così come gli artisti e gli artigiani che a vario titolo vi hanno contribuito, da evocare un coro polifonico, o un’orchestra a decine di elementi o, ancora, un impossibile consesso di grandiosi musicisti, nati e vissuti in epoche diverse, che eccezionalmente suonano all’unisono.
Protagonista, la luce

Parliamo di 360 metri quadri su due livelli dai soffitti altissimi (cinque metri) e dalle grandi finestre, attraverso le quali sfolgora la struggente luce di Venezia, con le impensabili sfumature generate dai riflessi sull’acqua del Canal Grande. Una condizione unica al mondo, sapientemente sfruttata dai progettisti di questa abitazione (la ristrutturazione è stata curata da Anfibio, studio veneziano di architettura) che l’hanno esaltata con l’uso abbondante degli specchi, scegliendo - per i rivestimenti - toni e nuances che riproducono i mutevoli cieli lagunari e adottando pattern a onda sui soffitti e sulle pareti, con effetti di movimento e straordinaria leggerezza.
Glamour, lusso e bellezza

Ovunque si posi, lo sguardo intercetta lusso e bellezza senza tempo, declinati in materiali preziosi, arredi di alto standing, opere d’arte, sapienza artigianale tramandata di generazione in generazione. Non c’è linea di demarcazione tra antichità e modernità, ma al contrario si danno reciprocamente risalto, sia che si mescolino o che restino distinte: ne sono esempio i tessuti, tutti di Bevilacqua - la più vecchia tessitura di Venezia (le prime tracce datano 1499) - nei quali motivi e tecniche di lunga tradizione si coniugano con il soffio dell’attualità; o i vetri di Barovier & Toso, maestri di Murano dal 1295 che firmano lo sfavillante chandelier in cristallo soffiato a bocca, sospeso sul tavolo in sala da pranzo, fedele alla tradizione e nel contempo audace e innovativo; o gli specchi artistici di Andreas Duscha – nato in Germania nel 1976 e trapiantato a Vienna – che ha fatto sue tecniche alchemiche in uso a Venezia dal 1300, traendone opere dal tocco indiscutibilmente contemporaneo.

Su pareti e soffitti dilaga la delicata decorazione settecentesca veneziana con gli stucchi e gli affreschi di Jacopo Guarana (1720-1808), allievo di Tiepolo, David Rossi (1741-1814) e Costantino Cedini (1741-1811), strepitoso quanto paradossale sfondo del glamour contemporaneo degli ambienti. Infine, pezzi forti della ricca collezione d’arte dei proprietari dialogano tra loro come canto e controcanto: è il caso del dipinto cinquecentesco nel salotto, firmato da Domenico Robusti (1518-1594) - figlio di quello Jacopo Robusti detto il Tintoretto e per questo passato alla storia come Domenico Tintoretto - e del potente bronzo novecentesco, intitolato Orfeo II, di Alfred Hrdlicka (1928-2009), scultore austriaco.
Grandiosa, ma pur sempre “casa”

«Questo appartamento è un gioiello», dice Serena Bombassei, owner e managing director di Venice Real Estate. «Le sue proporzioni armoniose, l’abbondanza di luce, il lusso e la funzionalità ne fanno un’abitazione ideale e un investimento sicuro». È una felice sintesi di passato e presente, tradizione e innovazione, conservazione e rivoluzione, in cui echeggiano le voci delle generazioni che vi si sono avvicendate, sovrapponendosi a quelle attuali, in attesa di presenze future.

Nessuno la sentirà estranea al suo tempo. Icona di stile, resterà indifferente alle mode che verranno. E a quanti potranno permettersi il lusso di abitarla, concederà la sua bellezza e la sua anima: quella di un luogo esclusivo, certo. Ma raccolto, in qualche modo intimo. Pur sempre casa. (Riproduzione riservata)
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