Palantir ha pubblicato conti superiori alle attese degli analisti e ha fornito una guidance per il quarto trimestre oltre le previsioni, attribuendo gran parte dei risultati all’intelligenza artificiale. Il titolo, che negli ultimi tre anni è salito di 25 volte (+173% da gennaio), ha inizialmente guadagnato nelle contrattazioni after hours, per poi invertire la rotta e perdere circa il 4%.
Palantir, guidata dal ceo Alex Karp, sviluppa piattaforme software per l'analisi e l'integrazione di grandi quantità di dati, aiutando organizzazioni governative e commerciali a prendere decisioni complesse. I suoi prodotti principali, come Gotham per il settore governativo e Foundry per quello commerciale, consentono di correlare informazioni da diverse fonti per scopi di intelligence, Difesa e analisi societaria.
Nel dettaglio, l’utile per azione adjusted si è attestato a 21 centesimi, contro i 17 centesimi stimati, mentre i ricavi sono saliti a 1,18 miliardi di dollari, oltre gli 1,09 miliardi previsti dal consensus Lseg. Per il trimestre in corso, il gruppo prevede ricavi attorno a 1,33 miliardi di dollari, al di sopra degli 1,19 miliardi stimati dagli analisti.
La guidance positiva arriva nonostante il protrarsi dello shutdown del governo americano, entrato nel secondo mese, mettendo a rischio alcuni contratti. Nel trimestre, i ricavi della divisione US Government sono cresciuti del 52% su base annua a 486 milioni di dollari. Le vendite al settore pubblico, in particolare quelle legate alle agenzie militari, restano il motore principale della crescita di Palantir. Negli anni il gruppo ha progressivamente superato i grandi appaltatori tradizionali e di recente ha siglato un contratto fino a 10 miliardi di dollari con l’esercito statunitense. Non sono mancate le critiche sull’utilizzo dei suoi strumenti da parte di agenzie governative, tra cui l’Ice (Immigration and Customs Enforcement).
Nel trimestre, i ricavi complessivi sono aumentati del 63% rispetto ai 725,5 milioni di un anno fa, superando la soglia del miliardo per il secondo periodo consecutivo. L’utile netto è più che triplicato a 475,6 milioni di dollari (18 centesimi per azione) rispetto ai 143,5 milioni (6 centesimi) dell’anno precedente.
Per l’intero esercizio, Palantir prevede ora vendite per circa 4,4 miliardi di dollari, sopra i 4,17 miliardi stimati da Wall Street e un free cash flow compreso tra 1,9 e 2,1 miliardi.
Il business commerciale negli Stati Uniti è più che raddoppiato a 397 milioni di dollari, mentre il valore complessivo dei contratti commerciali chiusi è quadruplicato a 1,31 miliardi. Nelle ultime settimane, la società ha annunciato nuove partnership con Snowflake, Lumen e Nvidia.
Gli investitori retail hanno contribuito in modo significativo al rally del titolo, che da inizio anno ha guadagnato oltre il 170%, spingendo la capitalizzazione di mercato oltre 490 miliardi di dollari e collocando Palantir tra i nomi più rilevanti del settore tecnologico.
Alcuni analisti hanno espresso preoccupazione per le valutazioni del titolo (ha un p/e di 666,23), che tratta a multipli molto più elevati rispetto ai colossi tech con ricavi ben superiori. In una lettera agli azionisti, il ceo Alex Karp ha risposto ai critici definendoli «sconcertati in modo autodistruttivo», aggiungendo che «Palantir ha reso possibile per gli investitori retail ottenere rendimenti un tempo riservati ai venture capitalist più di successo della Silicon Valley, grazie a una crescita autentica e sostanziale».
In un’intervista alla Cnbc, Karp ha riconosciuto che il mercato dell’AI mostra eccessi e che alcune società finiranno per pagarne il prezzo: «Le aziende forti diventeranno molto più forti, mentre chi finge di esserlo farà i conti con la realtà». (riproduzione riservata)