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Pace a Gaza: decisione di Hamas in 24 ore. Petrolio giù ma Barclays alza le stime in vista dell’Opec+
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Pace a Gaza: decisione di Hamas in 24 ore. Petrolio giù ma Barclays alza le stime in vista dell’Opec+

04 luglio 2025, 10:06 Ultimo aggiornamento: 10:14

Si saprà entro 24 ore come Hamas risponderà alla proposta di un accordo di cessate il fuoco con Israele. Spiragli di luce anche tra Usa e Iran. L’Opec+ verso un aumento della produzione ad agosto. Barclays alza le sue previsioni sul Brent per il 2025 e il 2026

Si saprà entro 24 ore come Hamas risponderà alla proposta di un accordo di cessate il fuoco e rilascio degli ostaggi con Israele. È stato lo stesso presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ad annunciarlo, definendo la proposta «finale».

I dettagli della proposta di pace a Gaza

I dettagli, in base a quanto diffuso dall'emittente egiziana Al-Rad, delineano un accordo della durata di 60 giorni, sostenuto da garanzie internazionali fornite da Egitto, Qatar e Stati Uniti. Il documento prevederebbe anche un impegno personale diretto di Trump che svolgerebbe un ruolo di supervisione politica nella fase di implementazione.

Secondo il piano, già nel primo giorno della tregua Hamas rilascerebbe otto ostaggi vivi, mentre l'esercito israeliano (Idf) avvierebbe un ritiro graduale dal Nord della Striscia di Gaza. Dopo una settimana, sarebbero restituiti a Israele i corpi di cinque ostaggi deceduti. Il decimo giorno, Hamas fornirebbe informazioni e prove mediche sullo stato degli ostaggi ancora detenuti, mentre Israele condividerebbe dati sui palestinesi arrestati a partire dal 7 ottobre 2023. 

Nel corso del mese successivo, l'accordo prevede ulteriori fasi: il trasferimento di altri cinque corpi al trentesimo giorno, la liberazione di due ostaggi vivi al cinquantesimo giorno, infine la consegna di otto corpi il sessantesimo giorno. Parallelamente al rilascio degli ostaggi, Israele consentirebbe l'ingresso immediato di aiuti umanitari a Gaza e il ritiro militare proseguirebbe verso sud.

Di riflesso a questo e dopo che l'Iran ha riaffermato il suo impegno per la non proliferazione nucleare, i futures sul petrolio scendono: quelli sul Brent dello 0,16% a 68,69 dollari al barile e quelli sul Wti dello 0,01% a 66,99 dollari al barile. Gli scambi sono limitati a causa della festività dell'Independence Day negli Stati Uniti.

Spiragli di luce anche tra Usa e Iran

«Le notizie di giovedì secondo cui gli Stati Uniti si stanno preparando a riprendere i colloqui nucleari con l'Iran, e la precisazione del ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araqchi, che la cooperazione con l'agenzia atomica delle Nazioni Unite non è stata interrotta, riducono notevolmente la minaccia di una nuova escalation delle ostilità», ha dichiarato Vandana Hari, esperta di Vanda Insights. I commenti di Araqchi sono arrivati il giorno dopo che Teheran ha approvato una legge che sospende la cooperazione con l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica delle Nazioni Unite.

L’Opec+ verso un aumento della produzione

Mentre l’Opec+ domenica 6 luglio dovrebbe annunciare un aumento della produzione di 411.000 barili al giorno per il mese di agosto nel tentativo di riconquistare quote di mercato, mentre è tornata l'incertezza sulle politiche tariffarie degli Stati Uniti, poiché si avvicina la fine della sospensione di 90 giorni sull'aumento dei dazi. Washington inizierà a inviare lettere ai Paesi a partire da oggi, 4 luglio, specificando quali aliquote tariffarie affronteranno sulle merci inviate negli Stati Uniti.

Le lettere saranno inviate a 10 Paesi alla volta, indicando tariffe comprese tra il 20% e il 30%. La sospensione di 90 giorni sui dazi più alti termina il 9 luglio e diversi grandi partner commerciali non hanno ancora concluso accordi, tra cui l'Unione Europea e il Giappone. Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno anche imposto sanzioni contro una rete che contrabbandava petrolio iraniano spacciandolo per petrolio iracheno e contro un'istituzione finanziaria controllata da Hezbollah.

Focus su offerta e domanda di greggio

Il premio per il rischio geopolitico si è in gran parte ridimensionato dato che il cessate il fuoco ha tenuto, ma i prezzi del greggio sono comunque aumentati del 15% rispetto ai minimi dell’anno. Barclays attribuisce la resilienza dei prezzi a fondamentali migliori del previsto. Nonostante l'aumento degli obiettivi di produzione da parte dell'Opec+ a un ritmo accelerato, le scorte mondiali di petrolio greggio sono diminuite nel secondo trimestre, corrette per la stagionalità pre-pandemica, così come le scorte commerciali totali di petrolio negli Stati Uniti.

Inoltre, Barclays vede una crescita della domanda più robusta, una crescita più debole dell'offerta non-Opec e a una revisione al rialzo delle stime sulla domanda di base da parte dell'AIE. La nostra previsione di crescita della domanda globale per il 2025 è superiore di 260 mila barili al giorno, con la maggior parte di questo incremento proveniente dai Paesi Ocse, dove la domanda si è rivelata più forte delle attese. 

Negli Stati Uniti, ad esempio, la domanda è cresciuta in media di 430 mila barili al giorno su base annua nei primi quattro mesi, con una solidità generalizzata in quasi tutti i prodotti raffinati. Tuttavia, tenendo conto dell'incremento di domanda legato al clima registrato all'inizio dell'anno e delle previsioni dei nostri economisti di un graduale rallentamento dell'attività economica, «prevediamo che la domanda di petrolio negli Stati Uniti cresca di 130 mila barili al giorno quest'anno, ossia 100 mila barili al giorno in più rispetto alle precedenti stime», afferma Barclays. 

Anche in Cina la domanda è stata molto più forte del previsto, «ma manteniamo la nostra previsione di crescita sostanzialmente invariata a causa dell’atteso esaurimento dell’anticipo nelle esportazioni registrato nella prima metà dell’anno e della persistente debolezza del mercato immobiliare. I nostri economisti prevedono che la crescita dell'attività rallenti significativamente nella seconda metà dell'anno prima di riprendersi nel 2026. In base alle stime preliminari per giugno, riteniamo che la domanda di petrolio in Cina sia cresciuta di 330 mila barili al giorno su base annua nella prima metà del 2025, rispetto alla nostra previsione di 150 mila barili al giorno per l'intero anno», continua Barclays.

Barclays alza le stime sul Brent

Dal lato dell’offerta, l’Opec+ continuerà a eliminare gradualmente gli aggiustamenti volontari supplementari a un ritmo accelerato nello scenario di base di Barclays, con i media che suggeriscono un ulteriore aumento aggregato della produzione di 411 mila barili al giorno per agosto. Negli Stati Uniti, il numero di impianti di trivellazione attivi è attualmente inferiore di circa l'11% rispetto all'anno scorso, con l’attività di perforazione orientata al petrolio nella regione del Permiano in calo del 13% su base annua, secondo Baker Hughes.

Al contempo, i rapporti annuali dei produttori quotati in borsa suggeriscono che le scorte sotterranee, in rapporto alla produzione, probabilmente si sono ulteriormente ridotte nel 2024. «Ora ci aspettiamo che la produzione di greggio negli Stati Uniti diminuisca di 200 mila barili al giorno tra il quarto trimestre del 2025 e il primo del 2026. In base a questo scenario, assumiamo una posizione più costruttiva rispetto alla curva dei prezzi e al consenso e aumentiamo la nostra previsione per il Brent nel 2025 e nel 2026, rispettivamente, di 6 dollari a 72 dollari al barile per il 2025 e di 10 dollari a 70 dollari al barile per il 2026», conclude Barclays. (riproduzione riservata)



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