Una dirigenza autorevole, autonoma e capace di mediazione, non schiacciata in un ruolo ancillare né ridotta a imitazione del management privato. È questa la condizione necessaria, secondo Valeria Vittimberga, per mettere la Pubblica amministrazione nelle condizioni di affrontare problemi sempre più complessi e interdipendenti.
Intervenendo al Forum in Masseria in corso a Saturnia, organizzato da Bruno Vespa con Comin & Partners, la direttrice generale dell’Inps ha posto l’accento su un nodo insieme organizzativo e culturale: le grandi crisi degli ultimi anni hanno mostrato tutti i limiti delle risposte automatiche di fronte a fenomeni che richiedono decisioni rapide e coordinate.
Il dg Inps ha ricordato che le grandi crisi degli ultimi anni hanno mostrato i limiti delle risposte «automatiche» di fronte a fenomeni che richiedono decisioni coordinate e rapide: se si indebolisce il prestigio dello Stato e di chi lo rappresenta operativamente, aumenta il rischio che l’emergenza diventi una condizione permanente. Da qui la necessità di aggiornare strumenti, competenze e schemi di azione della macchina pubblica, superando impostazioni formative e organizzative nate in stagioni ormai lontane e non più coerenti con l’attuale contesto.
«La Pubblica amministrazione può oggi guidare l’innovazione nel Paese, poiché favorisce un’innovazione etica, orientata all’interesse pubblico e sostenibile nel lungo periodo. L’Inps è un esempio concreto di come lo Stato possa generare valore pubblico attraverso l’innovazione», ha affermato Vittimberga per la quale un’amministrazione efficiente, innovativa e trasparente è un vero ‘booster’ per il sistema produttivo italiano; al contrario, se inefficiente, rischia di rallentarlo enormemente. La PA, ragionando sul lungo periodo, può permettersi investimenti lungimiranti anche grazie al patrimonio informativo di cui dispone. Nel caso dell’Inps, ha ricordato, si tratta del secondo bilancio dello Stato.
Tra le direttrici di sviluppo, un ruolo centrale è affidato all’intelligenza artificiale. L’Istituto ha già investito in diversi ambiti e ora punta a un passo ulteriore: dotarsi di un sistema di ‘Intelligenza artificiale del welfare’, un modello non generalista capace di fornire risposte certificate agli utenti e migliorare la qualità dei servizi.
Sul fronte della trasformazione digitale è intervenuto anche Pietro Piccinetti, amministratore delegato di Infratel Italia, che ha definito la digitalizzazione della PA non solo un obiettivo tecnico ma un pilastro di democrazia, in grado di restituire libertà e tempo a cittadini e imprese.
«La collaborazione interistituzionale è la chiave per abbattere le barriere burocratiche e accelerare una crescita resiliente», ha detto, evidenziando come la connettività possa diventare motore di semplificazione e competitività per territori e Pmi, dai grandi centri ai piccoli borghi. (riproduzione riservata)