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Oro e Bitcoin, due soluzioni complementari contro la volatilità dei mercati

di Massimo Siano*
10 giugno 2025, 09:50 Ultimo aggiornamento: 10:00

L’oro tende a sovraperformare quando l’avversione al rischio è particolarmente alta, il Bitcoin registra le crescite più forti quando la propensione al rischio è alta

Da quando Donald Trump si è formalmente insediato alla Casa Bianca si è generata una grande volatilità sui mercati, a causa delle preoccupazioni sull’inflazione e anche su un dollaro che sembra più vicino a subire una svalutazione. Tutto ciò in uno scenario globale di crescente instabilità geopolitica, dovuta soprattutto ai conflitti in Ucraina e in Medio Oriente.

Tuttavia, ci sono due asset che in un contesto complicato come quello odierno hanno raggiunto e infranto un record storico dopo l’altro. Questi due asset sono l’oro e il Bitcoin.

Nel primo caso, in realtà, non c’è da essere molto sorpresi. Le risorse auree sono il bene rifugio millenario per eccellenza, da sempre un punto di riferimento durante le crisi. Infatti, essendo un asset che non corrisponde rendite, offre una forte protezione proprio contro l’inflazione e la svalutazione monetaria che, come detto inizialmente, oggi rappresentano due delle principali preoccupazioni per gli investitori. Inoltre, sono ormai anni che le principali banche centrali di tutto il mondo stanno accrescendo le loro riserve sostenendo la domanda. Basta pensare che nel solo 2024 ne hanno acquistate più di 1.000 tonnellate, segnando un nuovo record per il secondo anno consecutivo.

Ma se il boom dell’oro non ci stupisce, come mai anche il Bitcoin, un asset con caratteristiche (apparentemente) opposte, ha vissuto questo boom? Innanzitutto, perché non è vero che sono opposti. Anche Bitcoin ha una riserva limitata, non genera reddito se non al momento della vendita, è largamente riconosciuto e accettato da culture anche molto diverse tra loro e può fungere da mezzo di pagamento. Inoltre, rappresenta l’incarnazione di un nuovo paradigma; è decentralizzato, trasparente, immutabile e facilmente trasferibile 24/7.

Il boom del Bitcoin

Tuttavia, il fattore principale che ha innescato un rally che ancora non si è esaurito è sicuramente l’approvazione degli ETF spot su Bitcoin negli Stati Uniti nel gennaio del 2024, che ha segnato una svolta epocale, permettendo anche agli investitori istituzionali di accedervi attraverso strutture regolamentate. Per dare un’idea di quanto fosse forte la domanda per questo genere di soluzioni tra i player di mercato, si pensi che nel primo trimestre del 2025, a un anno dalla quotazione, i Bitcoin spot ETF sono stati comunque in grado di attrarre oltre 13 miliardi di dollari.

Ciò ha rappresentato una rivoluzione anche in termini di riconoscimento della criptovaluta come riserva di valore digitale. Infatti, le ultime rilevazioni dicono che oltre il 70% dell’offerta totale di Bitcoin è ferma da almeno un anno, a segnalare che gli investitori stanno adottando una visione strategica di lungo termine, abbandonando le strategie puramente speculative.

Tuttavia, dal punto di vista degli investitori e dell’asset management in generale, gli elementi più importanti non sono le similitudini, ma le differenze tra le due asset class. Infatti, esse reagiscono alle variazioni del mercato in maniera abbastanza indipendente, lo dimostra la correlazione di solo 0,2.

Inoltre, mentre l’oro tende a sovraperformare quando l’avversione al rischio è particolarmente alta (risk-off scenario), il Bitcoin registra le crescite più forti quando la propensione al rischio è alta (risk-on scenario). Ciò significa che un portafoglio di investimento che contenga entrambi ne guadagna sia in termini di performance, sia in termini di differenziazione per limitare le perdite.

Ciò è dimostrato da una simulazione condotta proprio da noi di 21Shares su un portafogli standard 60/40. Se in questo fosse integrata una combinazione di oro e Bitcoin corrispondente ad appena il 5% del capitale, non solo la performance media annua sarebbe cresciuta dell’1,5% (in un arco di 5 anni), ma anche la volatilità si sarebbe ridotta. Inoltre, sempre da questa simulazione è emerso come la combinazione che offrirebbe il profilo rischio/rendimento migliore sarebbe dividere quel 5% in 25% oro e 75% Bitcoin. (riproduzione riservata)

*Managing Director e Responsabile per il Sud Europa di 21Shares



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