La Lega si è schierata al fianco di Fratelli d’Italia con il chiaro obiettivo di inserire in manovra l’emendamento a prima firma del capogruppo di FdI al Senato, Lucio Malan che dispone (in senso interpretativo) che «le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d'Italia appartengono al Popolo Italiano». Anche la seconda versione della proposta di modifica dell’articolo 1 non convince la Bce che ribadisce di non capire, mancando una relazione illustrativa, perché il governo italiano ritenga necessario modificare la norma sulla proprietà dei lingotti di Via Nazionale.
Concretamente il parere dell’Eurotower non è vincolante. Ossia l'emendamento potrà andare avanti in Senato anche senza una bollinatura della Bce. Però la volontà in primis del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti non è andare allo scontro con Francoforte, al contrario il titolare del Mef sta cercando di trovare una quadra con l’Istituto centrale europeo, per garantire così un iter tranquillo alla norma in Parlamento.
Il ministro ha risposto con una lettera alla richiesta di chiarimenti della Bce sulle finalità della proposta relativa alle riserve d’oro di Banca d’Italia. Rivolgendosi direttamente alla presidente dell’Eurotower, Christine Lagarde, Giorgetti ha spiegato che l’emendamento di FdI vuole solo «chiarire» che «la disponibilità e gestione delle riserve auree del popolo italiano sono in capo alla Banca d'Italia». La volontà è quindi ribadire un’evidenza che non collide con i trattati europei e l'indipendenza di via Nazionale.
Questi sono i concetti che il ministro ribadirà a voce in un faccia a faccia con Lagarde, programmato a margine della riunione dell’Eurogruppo a Bruxelles.
Al di là dell’incontro in territorio europeo, gli alleati di centro destra hanno le idee chiare: la norma va approvata. È «un dovere della classe dirigente, dare certezze ad una nazione anche in vista di possibili contingenze negative che richiederebbero capacità contrattuale e stabilità, condizioni che potrebbero anche essere garantite e assicurate dalle riserve d'oro custodite dalla Banca d'Italia, in passato banca della nazione ma oggi parte integrante del sistema europeo delle banche centrali che potrebbe non avere gli stessi interessi del singolo Stato». Queste le nette parole del senatore FdI, Guido Quintino Liris, relatore della manovra in commissione Bilancio a Palazzo Madama.
La norma sulle riserve auree di Bankitalia verrà inserita nel maxi emendamento del governo alla manovra che insieme al pacchetto più consistente dei «riformulati» saranno depositati domani, giovedì 11 dicembre, in commissione Bilancio al Senato. Ecco che il voto sulle singole proposte depositate non inizierà prima di venerdì. (riproduzione riservata)