Mossa per il consolidamento da quattro a tre operatori infrastrutturati in Francia. Bouygues Telecom, il gruppo Free-iliad e Orange hanno presentato un’offerta congiunta da 17 miliardi di euro per rilevare e dare il via allo spezzatino di alcune attività del gruppo Altice in Francia.
L’offerta è non vincolante, punta a dare il via ai negoziati e di fatto riguarda le attività core di telecomunicazioni tramite Sfr. L’obiettivo è arrivare al consolidamento del mercato e passare da quattro a tre operatori infrastrutturati.
Entrando nel dettaglio, l’offerta riguarda la maggior parte degli asset di Altice. A essere escluse sono le partecipazioni in Intelcia, UltraEdge, Xp Fibre e Altice Technical Services, oltre alle attività del gruppo Altice nei dipartimenti e territori d’oltremare francesi. Il valore delle attività oggetto dell’offerta è di 17 miliardi, implicando un valore dell’intero gruppo Altice France superiore ai 21 miliardi.
La divisione delle attività è già stata stabilita dalle tre offerenti: il business B2b di servizi alle imprese verrebbe rilevato principalmente da Bouygues Telecom e dal gruppo Free-iliad, mentre il business dei servizi ai clienti privati sarebbe condiviso tra le tre offerenti. Divisione tra tutti i soggetti anche degli altri asset e risorse oggetto dell’offerta, in particolare infrastrutture e frequenze. L’unica eccezione sarebbe la rete mobile di Sfr nelle aree meno densamente popolate, che verrebbe acquisita da Bouygues Telecom.
Nel complesso il 43% del prezzo (e del valore) sarebbe approntata Bouygues Telecom, il 30% per il gruppo Free-iliad e il 27% per Orange.
«Salvo accettazione dell’offerta non vincolante da parte del venditore, la presentazione di un’offerta confermativa sarà subordinata al completamento della due diligence e a una valutazione finanziaria e operativa che confermi le ipotesi dell’offerta indicativa», scrivono le tre società in una nota.
Ovviamente tra gli scogli principali, se venisse raggiunto un accordo, sarebbe il via libera delle autorità di regolamentazione. In particolare sarebbe un test importante per l’antitrust europeo, che da tempo subisce pressioni dagli operatori tlc europei per consentire il consolidamento da 4 a 3 operatori. (riproduzione riservata)