Dopo oltre un anno di scontro frontale con il governo spagnolo e le principali istituzioni finanziarie del Paese, l’opas ostile di Bbva su Banco Sabadell sembra avviarsi verso un epilogo incerto. Martedì 14 ottobre (ultimo giorno disponibile per l’operazione), Sabadell ha comunicato che solo il 2,8% degli azionisti, appena l’1,1% del capitale totale, ha accettato l’offerta da 16,48 miliardi di euro lanciata dall’istituto basco: un risultato che mette in dubbio la possibilità che l’operazione raggiunga la soglia minima di successo.
L’opas, aperta fino al 10 ottobre, punta a convincere almeno il 50,01% degli azionisti di Sabadell, soglia che consentirebbe a Bbva di procedere con l’integrazione. Tuttavia, la banca guidata da Onur Genc ha previsto la possibilità di ridurre il target al 30%. In tal caso, il gruppo sarebbe costretto a presentare una seconda offerta pubblica obbligatoria per il restante capitale, includendo un’alternativa in contanti, con il prezzo stabilito dal supervisore dei mercati.
Il cda di Sabadell si è da subito opposto con forza all’offensiva di Bbva, invitando gli azionisti a respingere l’operazione e denunciando i rischi di concentrazione e di perdita di autonomia per un istituto che, dopo anni difficili, ha ritrovato stabilità e redditività.
Circa il 40% del capitale di Sabadell è detenuto da investitori retail, per l’80% anche clienti della banca, il cui legame con l’istituto catalano si è rivelato un fattore decisivo nel contenere le adesioni. Il governo di Madrid, inoltre, si è schierato apertamente contro la fusione, arrivando a preannunciare che non ne approverebbe la realizzazione per almeno tre anni, qualora l’opa andasse in porto.
Tra i venti maggiori azionisti figurano investitori istituzionali internazionali, con BlackRock al 7% del capitale. Tuttavia, nemmeno questi grandi fondi sembrano essersi precipitati ad aderire all’offerta, segno di una diffusa cautela verso un’operazione giudicata complessa sul piano regolamentare e politico.
L’amministratore delegato di Sabadell, César González-Bueno, ha dichiarato la scorsa settimana che «lo scenario più probabile è che Bbva non raggiunga la soglia del 30%, anche se potrebbe arrivare poco oltre». Di segno opposto l’ottimismo di Onur Genc, secondo cui «Bbva è molto fiduciosa di ottenere il 50% delle adesioni».
Gli analisti restano divisi. Da un lato, alcuni ritengono che l’offerta abbia perso attrattiva dopo mesi di tensioni e l’assenza di un premio consistente; dall’altro, altri sottolineano come Bbva, migliorando la proposta a settembre — un’azione propria per ogni 4,8376 azioni Sabadell —, abbia reso lo scambio leggermente più interessante. Sulla base dei prezzi di chiusura di lunedì, il premio offerto si aggira intorno all’1,85%.
A prescindere dall’esito finale, che sarà comunicato venerdì dal supervisore della Borsa spagnola, l’opa di Bbva su Sabadell si è già imposta come una delle più dure e simboliche battaglie di m&a bancario in Europa: una sfida tra due visioni del sistema creditizio spagnolo — quella di un consolidamento su scala continentale, e quella della difesa delle radici territoriali di una banca nata per servire le imprese della Catalogna. (riproduzione riservata)