Nvidia alza ancora l’asticella. Il colosso dei chip crede che le vendite dei suoi microprocessori avanzati per l’intelligenza artificiale possano crescere fino a 1.000 miliardi di dollari nel 2027. A dirlo è l’amministratore delegato della società Jensen Huang, parlando di un nuovo prodotto basato sulla tecnologia di Groq, startup dalla quale Nvidia ha acquisito una licenza tecnologica per 17 miliardi di dollari a dicembre.
La previsione di 1.000 miliardi di dollari rappresenta un aumento rispetto alla precedente stima di ricavi pari a 500 miliardi entro il 2026 che Nvidia ha presentato per i chip di AI Blackwell e Rubin durante l’ultima conference call sui risultati a febbraio 2026.
Questi numeri, secondo Huang, sono legati al passaggio all’«inference computing», ovvero la fornitura di potenza di calcolo (e quindi la vendita di chip) ad aziende che devono applicare l’AI e non addestrare un modello. «La svolta dell'inference è arrivata», ha detto Huang. «E la domanda continua a crescere».
Le azioni di Nvidia hanno registrato un breve balzo sulla scia della nuova previsione, ma hanno poi ridotto i guadagni chiudendo la seduta del 16 marzo in rialzo dell’1,2%. Nel pre-market del 17 marzo il titolo è pressoché stabile.
Nvidia arriva da una cavalcata che ha visto il prezzo delle azioni crescere di oltre il 1.000% nell’arco di un quinquennio. Negli ultimi 12 mesi il rialzo è del 53% e a ottobre 2025 il colosso dei chip è diventato la prima società nella storia a toccare una capitalizzazione di 5.000 miliardi di dollari. (riproduzione riservata)