skin track
Nuovo minimo storico per il rendimento del Btp decennale, scenderà ancora
Analisi Leggi dopo

Nuovo minimo storico per il rendimento del Btp decennale, scenderà ancora

di Marco Vignali
09 ottobre 2020, 14:05

E' sceso allo 0,72% (solo questa settimana ha guadagnato lo 0,5%). Nuovo record anche per la scadenza a 30 anni. Le condizioni politiche e la gestione della pandemia per gli economisti agevoleranno un'ulteriore discesa dello spread

Lo spread Btp/Bund si avvia a chiudere la settimana sotto quota 130 punti base (126 punti base al momento), manifestando una notevole fiducia dopo le aste tenutesi stamani. Il clima disteso ha aiutato il Btp decennale ad aggiornare il suo minimo storico allo 0,72%, con il titolo che si avvia a chiudere la quinta settimana positiva di seguito con un progresso cumulato di circa lo 0,5%. Nuovo record anche per la scadenza lunghissima del 30 anni, il cui rendimento minimo è stato aggiornato all'1,62%.

Da qualche mese a questa parte sui mercati obbligazionari dell'Eurozona si è abbattuta la pesante mano della Banca centrale europea, principale fautrice di questa notevole contrazione, che ha portato lo spread a scendere clamorosamente dai 330 punti base di martedì 17 marzo, quando il tasso del titolo italiano a 10 anni era al 2,98%.

La discesa, secondo molti analisti, potrebbe non essere finita qui. Tale idea sembra trovare un solido appiglio anche in quanto sta avvenendo sui mercati oggi: stamani il Tesoro ha assegnato agevolmente tutti i 7 miliardi di euro di Bot 12 mesi offerti in asta con tassi in ulteriore ribasso. Il rendimento medio è sceso a -0,436%, con un calo di 21 punti base rispetto all'asta precedente e una domanda che ha superato i 12 miliardi di euro (rapporto di copertura a 1,72 volte). 

Per Marie-Anne Allier, gestore obbligazionario di Carmignac, ci sono diverse ragioni che spiegano i livelli storicamente bassi dello spread: "il tutto nasce da uno scenario caratterizzato da una serie di condizioni, in primis dal fatto che la maggior parte dei titoli di Stato europei ha sovraperformato i Bund o, in altre parole, la maggior parte degli spread creditizi si sono ridotti. In seguito, le azioni senza precedenti messe in campo dalla Bce e l'accordo tra i leader europei per il Recovery Fund non hanno fatto altro che rafforzare significativamente l'unione fiscale e monetaria europea, fattore che ha largamente supportato tutti gli asset denominati in euro. In più, i bassissimi livelli assoluti dei tassi di interesse, uniti alla quasi certezza che il contesto di repressione finanziaria non svanirà nel breve periodo, portano a un incremento dell'interesse per qualsiasi obbligazione che mostri un certo premio rispetto ad asset risk-free che offrano rendimenti nettamente negativi".

I titoli di Stato italiani, come ogni asset dal rendimento positivo, hanno tratto beneficio da questa situazione. Non solo, in questo contesto caratterizzato da un'ampia riduzione degli spread, i titoli di Stato italiani hanno sovraperformato rispetto a molti peer europei, come ad esempio Spagna o Grecia. Questo, secondo Allier, grazie anche alle recenti elezioni regionali, che hanno offerto una migliore visibilità sul fronte politico, conferendo maggiore stabilità all'attuale governo.

Opinione condivisa anche dagli analisti di Bnp Paribas Markets 360 che, citati dall'agenzia Mf-DowJones, hanno sottolineato come sia troppo presto per passare dai titoli di Stato italiani a quelli spagnoli. "L'attuale spread Bonos/Bund è a 52 punti base, ancora di 20 punti base superiore alla stima di fair value di Bnp Paribas, nonostante il recente calo". Bnp Paribas Markets 360 vede ragioni economiche e politiche per rimanere sui Btp italiani, dato che i recenti indici Pmi spagnoli indicano che la ripresa economica della Spagna è più debole di quella dell'Italia.

C'è anche un altro ambito in cui l'Italia risulta essere in una posizione di vantaggio rispetto agli altri stati europei, ovvero la gestione della crisi Covid-19. "Sembra che il paese stia gestendo meglio la "seconda ondata" di contagi rispetto agli altri paesi colpiti dal virus", sottolinea Allier, "e la situazione economica sembra in forte ripresa, mentre la Spagna e la Francia sembrano trovarsi in una situazione di stallo. Tutti questi fattori spiegano perché i titoli di Stato italiani si sono guadagnati il sostegno di una vasta platea di investitori, anche di alcuni che finora sono stati molto cauti su questi titoli, come ad esempio i gestori giapponesi".

Ad agosto, gli investitori giapponesi hanno acquistato un volume record di Btp italiani, come riportato da Societe Generale a Mf-DowJones, riferendosi ai dati del Ministero delle finanze giapponese. Gli acquisti sono stati pari a 524,7 miliardi di yen, in aumento rispetto ai 372,7 miliardi di yen a luglio, il record precedente. L'emissione di titoli di stato nella zona euro nel quarto trimestre "non assomiglierà affatto a quella dei sei mesi precedenti", affermano da Societe Generale.

Dopo la massiccia offerta nel secondo e terzo trimestre, con i Paesi che hanno aumentato i loro obiettivi di emissione a causa del colpo economico del Covid-19, "il resto del 2020 dovrebbe vedere una pressione inferiore dal lato dell'offerta", spiegano da Societe Generale, "e con così tante emissioni già completate, il quarto trimestre del 2020 dovrebbe essere simile a quello del 2019. Tuttavia, l'emissione di obbligazioni Ue per il programma Sure, uno strumento europeo di sostegno temporaneo per mitigare i rischi di disoccupazione, dovrebbe tuttavia aggiungere circa 20 miliardi di euro alle emissioni".

Secondo gli analisti di Websim, "la risalita della propensione al rischio determinata dalla rapida guarigione di Donald Trump e dal rimbalzo delle borse sta accelerando anche gli acquisti dei titoli governativi italiani, considerati fino a pochi mesi fa tra i meno sicuri nel panorama dei Paesi sviluppati. Le aspettative sul Recovery Fund, la maggiore stabilità di governo e una corretta gestione dell'emergenza Covid hanno impresso la svolta sulla credibilità del nostro sistema Paese". (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza