Newcleo continua a tessere la sua tela di alleanze strategiche in Europa, finalizzate all’utilizzo del nucleare pulito in vari settori industriali. Dopo l’accordo con Maire per decarbonizzare il settore chimico la startup guidata dal ceo Stefano Buono, e partecipata al 90% da fondi e investitori italiani, ha siglato un accordo con la britannica Viaro Energy, azienda energetica upstream con sede a Londra, finalizzata all’uso del nucleare pulito nei settori del petrolio e gas naturale.
Al pari dell’accordo con Maire, Newcleo e Viaro hanno firmato un memorandum of understanding che delinea la collaborazione tra le due società allo scopo di decarbonizzare le infrastrutture di Viaro, presenti e future, legate all’industria del petrolio e del gas.
L’assunto di base è che le caratteristiche della tecnologia di reattore veloce raffreddato al piombo (in gergo tecnico Lead Fast Reactor o Lfr) che Newcleo sta sviluppando, ne consentiranno il posizionamento anche in prossimità delle industrie elettrointensive come quella petrolifera.
A seguito del completamento degli studi di fattibilità, le due società costituiranno una joint venture per l'installazione dei reattori Lfr di Newcleo in siti appartenenti al portafoglio di Viaro, valutando sia gli asset esistenti che le acquisizioni potenziali in cui Viaro è attualmente impegnata. Il fine ultimo, una volta decarbonizzati gli asset di Viaro, è quello di fornire energia pulita alla rete elettrica nazionale del Regno Unito.
Oltre al memorandum of understanding, a dimostrazione della fiducia nel potenziale di Newcleo Viaro ha investito direttamente nella startup, acquistando azioni nell'ambito dell’attuale aumento di capitale da un massimo di 1 miliardo di euro, non ancora chiuso. La quota acquisita permette così a Viaro di unirsi alla batteria di oltre 600 soci (come già detto, la maggior parte italiani) della società. La quota di Viaro, si apprende da fonti finanziarie, è una partecipazione di minoranza e non di rilievo. (riproduzione riservata)