Newcleo continua la sua corsa verso lo status di superpotenza europea del nucleare di ultima generazione con un’acquisizione in territorio italiano. La startup guidata da Stefano Buono e partecipata da un parterre di azionisti che includono Exor, Liftt e Claudio Costamagna ha comprato il 100% di Servizi Ricerche e Sviluppo (Srs) e Fucina Italia, di cui la stessa Srs deteneva una quota del 30%. Le due aziende congiuntamente sono denominate Srs-Fucina e si occupano di design e ingegneristica (Srs) e produzione (Fucina) di sistemi nucleari che utilizzano la tecnologia del piombo liquido. Il valore dell’operazione non è stato divulgato; parte dell’importo potrà essere pagata in azioni Newcleo.
L’acquisizione ha una valenza strategica importante. A confermarlo a MF-Milano Finanza è lo stesso ceo Buono: «In questo momento ci interessa il consolidamento del know how, e quindi vogliamo investire sia in nuove strutture di produzione che in processi che valorizzino realtà industriali in grado di generare tanto valore, se dotate degli opportuni finanziamenti». Newcleo, aggiunge, «ha visto con Srs-Fucina la sinergia perfetta, perché noi abbiamo tanto capitale per fare investimenti, e loro tanta competenza». A parlare sono anche i numeri relativi alla forza lavoro: con l’integrazione delle nuove società il personale di Newcleo aumenterà di oltre 110 persone, grossomodo un terzo in più di quello attuale.
Il prossimo obiettivo è investire per far crescere ulteriormente le nuove società integrate nel gruppo: «Il primo passo sarà mettere in campo qualche milione di euro, non lontano dalla soglia dei 10 milioni: partiremo già da subito con nuovi macchinari». Il passaggio successivo sarà poi «costruire almeno 6 mila metri quadri di aree di produzione, che serviranno anche per rilanciare un’area industriale, quella di Piombino, che negli ultimi anni è rimasta un po’ depressa».
Stando ai dati di bilancio relativi al 2021 Srs ha chiuso l’esercizio con ricavi prossimi ai 4,8 milioni, un valore della produzione vicino ai 5 milioni e un ebitda di 380 mila euro. Per Fucina Italia il fatturato ha invece superato quota 5,2 milioni, con un ebitda quasi raddoppiato su base annua a 414 mila euro. Entrambe le società hanno terminato l’anno in utile.
Dopo l’annuncio di un maxi-investimento da 3 miliardi in Francia, e considerando il primato dell’Inghilterra, Buono ha piani importanti anche per l’Italia: «Vogliamo includere il Paese nella supply chain: stavolta lo abbiamo fatto con un’acquisizione, ma lavoreremo anche tramite contratti e partenariati». (riproduzione riservata)