Le azioni di Novo Nordisk perdevano il 2,7%, a 244,70 corone danesi, alle ore 9:40 dopo essere crollate del 16,5% lunedì 23 febbraio, poiché il suo farmaco anti-obesità di nuova generazione CagriSema si è dimostrato meno efficace del tirzepatide di Eli Lilly in uno studio comparativo. Si tratta dell’ennesima battuta d’arresto per il gruppo danese arriva mentre il titolo tratta sui minimi da oltre tre anni, in seguito a una serie di annunci deludenti.
La tirzepatide è il principio attivo dei farmaci blockbuster di Lilly Mounjaro e Zepbound, che hanno superato nelle prescrizioni statunitensi la semaglutide di Novo Nordisk, commercializzata come Ozempic e Wegovy.
Nel frattempo Eli Lilly ha lanciato una variante del Zepbound che contiene le dosi mensili in un’unica penna. Sul sito dell’azienda la versione con il dosaggio più basso costa 299 dollari.
Secondo i dati diffusi dall’azienda, i pazienti che hanno assunto una dose da 2,4 mg di CagriSema hanno ottenuto una perdita di peso del 23% dopo 84 settimane, rispetto al 25,5% con una dose da 15 mg di tirzepatide. Lo studio era di tipo open-label, quindi i partecipanti sapevano quale trattamento stavano ricevendo, un elemento che può introdurre bias a favore di un prodotto già noto quando confrontato con una terapia in sperimentazione.
Nonostante i risultati, il management ha difeso il potenziale del farmaco.
«Crediamo fermamente che CagriSema abbia, in questo momento, la migliore efficacia nella perdita di peso rispetto a qualsiasi prodotto attualmente presente sul mercato», ha dichiarato l’amministratore delegato Mike Doustdar.
Anche il chief scientific officer Martin Holst Lange ha sottolineato le prospettive della combinazione tra semaglutide e cagrilintide:
«CagriSema ha il potenziale per essere il primo prodotto combinato GLP-1/amilina a raggiungere il mercato per le persone che convivono con l’obesità, dimostrando che la cagrilintide si aggiunge ai benefici già esistenti della semaglutide e offre effetti aggiuntivi clinicamente significativi sulla perdita di peso, superiori a quanto osservato con la sola biologia del GLP-1», aggiungendo che ulteriori studi «valuteranno il pieno potenziale di perdita di peso di CagriSema».
Novo ha presentato domanda di approvazione alla U.S. Food and Drug Administration alla fine dello scorso anno e una decisione è attesa entro la fine del 2026. L’azienda sta inoltre valutando ulteriori trial, comprese combinazioni a dosaggio più elevato.
Secondo l’analista di Jefferies Michael Leuchten, tuttavia, cresce l’incertezza sul posizionamento commerciale del farmaco. CagriSema potrebbe rappresentare tra il 15% e il 25% dei ricavi di Novo entro il 2030, prevedendo che la società possa spendere fino a 35 miliardi di dollari in acquisizioni quest’anno, cioè «evidenziando la pressante necessità di operazioni di fusione e acquisizione».
Il risultato del trial rappresenta un ulteriore colpo per la casa farmaceutica danese, dopo che il titolo ha perso quasi il 50% nel 2025. All’inizio del mese Novo ha previsto un rallentamento della crescita di vendite e utili tra il 5% e il 13% nel 2026, alle prese con maggiore concorrenza, prezzi più bassi negli Stati Uniti e la perdita di esclusività di Wegovy e Ozempic in alcuni mercati. Nel frattempo, Eli Lilly prevede una crescita delle vendite di circa il 25% nel 2026.
Novo aveva iniziato l’anno con il lancio della prima pillola GLP-1 per la perdita di peso negli Stati Uniti, la versione orale di Wegovy, ma il gruppo ha ammesso che non è sufficiente a compensare le difficoltà in altre aree del business. Lilly dovrebbe lanciare una pillola rivale nel secondo trimestre del 2026.
A pesare sui conti di Novo anche la concorrenza delle farmacie galeniche che vendono versioni ‘copycat’ della semaglutide a prezzi inferiori, in quello che l’azienda ha definito «una produzione su larga scala illegale che comporta un rischio significativo per la sicurezza dei pazienti».
La Fda ha annunciato all’inizio del mese l’intenzione di intraprendere azioni legali contro la società di telemedicina Hims & Hers, inclusa la limitazione dell’accesso agli ingredienti e il deferimento al Dipartimento di Giustizia, dopo che l’azienda aveva offerto una copia della pillola Wegovy a un prezzo significativamente inferiore rispetto a quello del prodotto di marca. Hims ha successivamente ritirato la pillola dal mercato. (riproduzione riservata)