Northvolt finisce in bancarotta. La società di batterie elettriche ha presentato istanza di fallimento in Svezia, mandando in fumo il sogno di un campione europeo in grado di sfidare lo strapotere dei costruttori asiatici. I fondi a disposizione – spiega una nota – non bastano a coprire i crescenti costi operativi e il crollo della domanda. Al momento il fallimento non coinvolge le sussidiarie Northvolt Germany e Northvolt North America.
Negli Stati Uniti l’azienda ha avviato a fine 2024 un processo di ristrutturazione ai sensi del Chapter 11, la legge americana sulle crisi d’impresa. Ma non è bastato. «Nonostante abbia perseguito tutte le opzioni disponibili, incluso il Chapter 11 negli Stati Uniti, e nonostante il supporto di liquidità da parte dei nostri creditori e delle principali controparti, la società non è stata in grado di garantire le condizioni finanziarie necessarie per continuare a operare nella sua forma attuale», fa sapere Northvolt.
Dalla sua nascita nel 2015 Northvolth aveva raccolto finanziamenti per più di 9 miliardi di euro e stretto accordi con alcuni dei principali gruppi automobilistici. Tra questi Volkswagen e Bmw.
Tuttavia, il sostegno dei due soci ha iniziato a vacillare nel 2024, quando Northvolt navigava già in acque poco tranquille. A giugno Bmw ha annullato un ordine da oltre 2 miliardi di euro, poiché la società svedese non ha consegnato in tempo le celle batterie richieste. A novembre il rappresentante di Volkswagen (primo azionista con il 21%) ha lasciato il cda di Northvolt.
L’azienda deve far fronte a un debito esploso a oltre 8 miliardi di dollari a gennaio 2025. Una cifra difficile da gestire alla luce dell’aumento dei costi e del parallelo calo della domanda. «La struttura del capitale e il piano aziendale di Northvolt si basavano sull’assunto che l’industria dei veicoli elettrici avrebbe continuato il suo trend di crescita costante», si legge nei documenti del Chapter 11.
Tuttavia, le cose sono andate diversamente. Dal 2023 le vendite di veicoli elettrici in Europa hanno tirato il freno a mano e i clienti hanno cominciato a cancellare, ridurre o rinegoziare i contratti. Nel frattempo «i produttori asiatici già affermati hanno continuato a incrementare la produzione e a ridurre i prezzi delle batterie, causando ulteriori pressioni su Northvolt». Per effetto di queste dinamiche la società svedese registrava una perdita netta di 1,2 miliardi di dollari già a fine 2023.
Il percorso prevede ora la nomina di un amministratore fiduciario da parte del tribunale svedese, che supervisionerà il processo di fallimento. Non è esclusa «la vendita dell’azienda e dei suoi asset e la liquidazione degli obblighi in sospeso», specifica Northvolt.
La procedura non include Northvolt Germany e Northvolt North America. «In quanto sussidiarie interamente possedute da Northvolt AB, qualsiasi decisione riguardante queste sussidiarie sarà presa dal curatore fallimentare nominato dal tribunale di Northvolt AB in consultazione con i creditori del gruppo al momento opportuno», conclude la società.(riproduzione riservata)