Non bastava l'emendamento sulle riserve auree che ora, con sostanziali integrazioni e con i chiarimenti del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti forniti alla Bce - che si spera siano stati redatti in maniera efficace ed esaustiva -, potrà essere considerato accettabile secondo il parere obbligatorio della stessa Bce.
Infatti a questo emendamento se ne aggiunge un altro, sia pure di diverso peso, che prevede l’innalzamento del limite per le transazioni in contanti da 5 a 10 mila euro. Fin qui si potrebbe rilevare che si è nei limiti fissati da una Direttiva europea.
Anche se l'innalzamento fino al tetto in questione è previsto dalla normativa comunitaria come facoltà, scelta discrezionale, non come un obbligo. Va da sé che la discrezionalità deve essere ben motivata, tenendo conto delle condizioni dell’impiego del contante e del livello stimato delle attività illecite - riciclaggio, evasione fiscale, corruzione - che si servono delle banconote per i loro fini.
Il precedente innalzamento del tetto a 5 mila euro, pur contestato da esperti con motivazioni fondate, era già da ritenere un limite da non superare, proprio per le condizioni indicate.
Ma l’aspetto di ancor maggiore stridio è la previsione dell'istituzione di una speciale imposta di bollo per ogni pagamento in contanti che riguardi importi compresi tra 5 e10 mila euro. Si potrebbe scrivere a lungo sulle concrete possibilità, anzi sulla diabolicità, dell'esazione di una tale imposta, sulla presunzione che le persone frequentemente portino nelle tasche somme secondo l’emendamento tassabili, e sulla totale dimenticanza del favor che si può rendere alle attività illecite. Ma forse ancor più rilevante è l'introduzione della tassa sull'utilizzo delle banconote storicamente emesse a corso legale, dalla Banca d'Italia, come da altri Istituti centrali, in maniera gratuita.
Si innova in maniera rilevante, e - vi è da ritenere - senza un’adeguata riflessione, sull’emissione e circolazione del contante che è la funzione fondamentale delle banche centrali sulla quale si sono poi innestati nel tempo altre funzioni, a cominciare in diversi casi dalla Vigilanza bancaria.
L’imposta per la sua straordinarietà avrebbe un negativo effetto-annuncio, se solo si pensa che, anche quando si descrivono le caratteristiche progettate dell’euro digitale, si indica la sua gratuità per eliminare qualsiasi fraintendimento.
Comunque pure su questo emendamento, se viene mantenuto, è obbligatorio acquisire il parere della Bce. Questa obbligatoria attività consultiva è prevista dalle norme comunitarie e sorprende che qualche parlamentare, a proposito dei pareri della Bce sulle riserve auree, chieda cosa c’entri tale istituto, così dimostrando l’ignoranza delle norme regolatrici.
Naturalmente il parere è obbligatorio ma non vincolante, viene rilasciato sempre facendo riferimento a norme di legge, deve essere richiesto prima dell'approvazione di una legge, liberi i destinatari di uniformarsi o no. Ma se la sentono di presentare alle istituzioni europee, internazionali e italiane, ai mercati, ai risparmiatori e agli investitori una decisione che confligge con un motivato parere e con l’osservanza della normativa vigente? Non sarebbe un grave strappo? (riproduzione riservata)