Nippon Steel ha aumentato la propria offerta di obbligazioni convertibili in azioni a 600 miliardi di yen (3,8 miliardi di dollari), una delle più grandi operazioni di questo tipo mai realizzate in Giappone, per contribuire a rimborsare i prestiti contratti per l’acquisizione da 15 miliardi di dollari di United States Steel e sostenere la crescita del colosso dell’acciaio.
In particolare, il maggior produttore siderurgico giapponese venderà i bond i bond in Europa e in Asia, come indicato nel documento depositato presso il ministero delle Finanze giapponese, ma non offrirà titoli negli Stati Uniti. Metà delle obbligazioni, convertibili in azioni, avrà scadenza nel 2029 e la restante parte nel 2031.
In precedenza, la società mirava a raccogliere 550 miliardi di yen tramite obbligazioni zero coupon. Secondo i termini dell’offerta, le emissioni prevedono un premio di conversione del 10% rispetto al prezzo di chiusura del 24 febbraio del titolo Nippon Steel alla borsa di Tokyo a 663,9 yen (-1,48%) per la tranche 2029 e dell’11% per la tranche 2031. «Gli investitori hanno mostrato interesse sufficiente ad acquistare l’intera emissione», hanno riferito a Bloomberg fonti a conoscenza del dossier, dopo l’avvio della raccolta degli ordini.»
Le aziende giapponesi si stanno rivolgendo sempre più alle obbligazioni convertibili per raccogliere fondi, poiché le prospettive di un aumento della spesa fiscale e dei rialzi dei tassi da parte della banca centrale stanno facendo crescere il costo degli strumenti di debito tradizionali.
Il mercato delle obbligazioni convertibili è infatti in aumento a livello globale: le aziende asiatiche hanno raccolto 9,3 miliardi di dollari il mese scorso, il miglior mese di gennaio dal 2018.
Il prestito ponte di 2.000 miliardi di yen di yen ottenuto da Nippon Steel per finanziare l’acquisizione di US Steel si avvicina alla scadenza di giugno. Il colosso giapponese ha finalizzato l’acquisizione nel 2025 dopo 18 mesi di negoziati anche con l’amministrazione Trump e ha in programma di costruire un importante nuovo impianto siderurgico negli Stati Uniti.
Il saldo residuo del prestito ponte è stato ridotto a 1.300 miliardi di yen grazie ai rimborsi effettuati con fondi raccolti tramite prestiti ibridi denominati in yen e altri strumenti. Il debito totale fruttifero della società è raddoppiato a 5.300 miliardi di yen a dicembre del 2025 rispetto a marzo dello stesso anno.
Al contempo il grippo giapponese, per rafforzare la base di utili e attuare la sua strategia di crescita, con l'obiettivo di raggiungere un utile annuo di almeno 1.000 miliardi di yen e una capacità produttiva globale di acciaio grezzo di almeno 100 milioni di tonnellate, prevede di effettuare investimenti totali per 6.000 miliardi di yen nei prossimi cinque anni, inclusi investimenti per 11 miliardi di dollari in U.S. Steel.
Per questo ritiene «importante cogliere tempestivamente le opportunità di crescita e raccogliere i fondi in una fase iniziale». Ora, scegliendo le obbligazioni convertibili invece di un'offerta azionaria, «punta a limitare la diluizione immediata degli azionisti», sottolineano gli analisti di Jefferies per i quali il piano di finanziamento segna un punto di svolta che consente a Nippon Steel di concentrarsi sulla crescita guidata dall'estero, mantenendo l'equilibrio finanziario.
Nippon Steel ha registrato un fatturato di 7,3 trilioni di yen nei primi 9 mesi dell’esercizio fiscale (1° aprile-31 dicembre 2025), in crescita del 10,7%. crescita del 10,7%. L'utile operativo è sceso dell'81,1% a 107,1 miliardi e la perdita netta perdita netta è stata pari a 20,8 miliardi. A febbraio la società ha ampliato la sua previsione di perdita netta per l'intero esercizio fino a fine marzo a 70 miliardi di yen a causa di un incendio in un altoforno e degli oneri relativi all'acquisizione di U.S. Steel. (riproduzione riservata)