Il Nikkei 225 tocca martedì 7 ottobre un nuovo record storico (+0,25%) sostenuto dal rally tech di Wall Street dopo l’accordo tra OpenAI e AMD, considerato una delle sfide più dirette finora al colosso dei chip Nvidia. OpenAI e Advanced Micro Devices hanno infatti raggiunto un’intesa che potrebbe portare la società di Sam Altman ad acquisire una partecipazione del 10% nel produttore di semiconduttori. Il titolo AMD è balzato del 23,71% lunedì, subito dopo la notizia. Intanto le borse cinesi sono chiuse per festività e i futures sul Nasdaq viaggiano in debolezza.
Il mercato dei titoli di Stato giapponesi, a lungo protetto dal controllo della curva dei rendimenti della Bank of Japan (BoJ) e da decenni di deflazione, si trova ora di fronte a una nuova prova sotto la guida di Sanae Takaichi, destinata a diventare la prima donna premier del Paese.
I mercati scommettono che Takaichi — vincitrice sabato della corsa alla leadership del Partito Liberal Democratico (LDP) — adotterà un programma di crescita economica e spesa pubblica importante in presenza di una banca centrale accomodante: un mix che potrebbe spingere al rialzo i rendimenti a lungo termine e accentuare la pendenza della curva dei titoli di Stato giapponesi (JGB, Japanese Government Bonds).
Il Parlamento dovrebbe confermare la linea conservatrice di Takaichi come premier il 15 ottobre. La leader è considerata una sostenitrice dell’Abenomics, la strategia economica dell’ex premier Shinzo Abe, fondata su spesa fiscale, politica monetaria espansiva e riforme strutturali.
Goldman Sachs ha scritto che la vittoria di Takaichi comporta «rischi di rialzo per i rendimenti a lungo termine dei JGB, prevedendo un aumento plausibile di 10-15 punti base per i titoli a 30 anni». Gli analisti della banca hanno aggiunto che quest’anno i bond giapponesi a lunga scadenza si sono «sganciati dai tradizionali ancoraggi ciclici» come inflazione e crescita e potrebbero restare elevati nei rendimenti man mano che gli investitori prezzano il rischio di una politica fiscale più espansiva e di un ciclo di rialzi BoJ più lento.
Un rialzo dei tassi da parte della Bank of Japan, atteso dai mercati per ottobre, appare ora meno probabile. Deutsche Bank ha chiuso la posizione lunga sullo yen dopo l’esito del voto nell’LDP, citando «un’eccessiva incertezza sulle priorità di politica economica di Takaichi e sul timing del ciclo di rialzi della BoJ».
Lunedì, il rendimento del titolo trentennale giapponese è salito di oltre 13 punti base, al 3,291%, vicino al massimo storico registrato il mese scorso. I rendimenti sono cresciuti di oltre 100 punti base dall’inizio dell’anno, quello del titolo ventennale si attesta al 2,7%, ai massimi dal 1999.
«È un segnale che i bond vigilantes sono tornati: qualsiasi tentativo di aprire i rubinetti fiscali, come Takaichi ha promesso in linea con la sua passione per l’Abenomics rischia di allarmare il mercato obbligazionario», avverte William Pesek, esperto di economia giapponese.
Secondo gli economisti di Crédit Agricole-Cib, Takaichi punta a una cosiddetta high-pressure economy (economia a pressione alta), basata su investimenti pubblico-privati e un forte sostegno fiscale per sradicare la deflazione persistente del Giappone.
Sebbene l’inflazione giapponese superi da oltre tre anni l’obiettivo del 2% fissato dalla BoJ, il governo non ha ancora dichiarato ufficialmente la fine della deflazione, definita come un periodo prolungato di stagnazione accompagnato da salari deboli e consumi lenti. L’obiettivo della high-pressure economy è spingere le aziende giapponesi a smettere di accumulare liquidità tagliando i costi e a investire di più nella crescita, invertendo l’alto tasso di risparmio del Paese e riducendo le pressioni deflazionistiche di lungo periodo, spiega Crédit Agricole-Cib. Il governo, aggiunge, dovrebbe varare investimenti su larga scala in materiali e tecnologie strategiche.
Tuttavia, le politiche economiche di Takaichi potrebbero aggravare il problema inflazionistico, ragionano gli analisti, e preoccupare i bond vigilantes se la premier decidesse di scambiare tagli fiscali e sussidi in cambio del sostegno dell’opposizione, avverte Pesek. «Il mercato azionario giapponese può anche esultare per ora, ma se i rendimenti dei bond dovessero salire verso il 2% o il 3%, assisteremmo a una battaglia molto interessante tra Tokyo e i bond vigilantes», aggiunge CA-Cib.
La crescente volatilità dei bond giapponesi a lungo termine ha trasformato il Giappone in un «esportatore netto di shock ribassisti» sui i titoli di Stato globali, sottolinea il team di strategia sui tassi di Goldman Sachs. I costi di finanziamento a lungo termine nel mondo sono stati più volte sotto pressione nel corso dell’anno soprattutto per l’incertezza degli investitori sulle traiettorie fiscali e monetarie delle principali economie.
«Le nostre stime di un possibile contagio indicano che uno shock di 10 punti base sui bond giapponesi si traduce di solito in una pressione al rialzo di 2-3 punti base sui rendimenti di Stati Uniti, Germania e Regno Unito», nota Goldman Sachs, «suggerendo un rischio di rialzo moderato dei rendimenti anche negli altri mercati obbligazionari sovrani core nei prossimi giorni». (riproduzione riservata)