La tanto attesa trimestrale di Nvidia, pubblicata dopo la chiusura di Wall Street, è andata più che bene. Il colosso dei chip di AI ha chiuso con ricavi per 22,1 miliardi di dollari, rispetto ai 6,05 miliardi di dollari dell’anno precedente, mentre gli analisti avevano previsto 20,4 miliardi. Nel trading afterhours il titolo balza del 9% a 735 dollari trainando al rialzo tutte le borse asiatiche giovedì 22 febbraio.
Il Nikkei vola (+2,2%) ai massimi da 34 anni a quota 39.098, l’Hang Seng sale dello 0,65% e Shanghai dello 0,75% mentre il T bond Usa decennale rende il 4,3% e i futures sul Nasdaq corrono (+1,5%).
Dopo 34 anni, il mercato azionario giapponese ha superato il massimo storico in chiusura, superando il livello record raggiunto durante la bolla finanziaria del Giappone alla fine degli anni ’80 guidato dai rialzi dei titoli legati ai chip come Screen, Tokyo Electron e Advantest.
Takeo Kamai, responsabile dei servizi di esecuzione presso CLSA a Tokyo, ha descritto uno stato d'animo di «euforia e sorpresa» nel trading floor quando il numero (39.098) è apparso sugli schermi, aggiungendo che lo scatto finale è dovuto agli ottimi conti del produttore di chip Nvidia negli Stati Uniti durante la notte.
Sul fronte macro, il Giappone corre meno. Il Pmi manifatturiero (Jibun Bank Japan) è inaspettatamente sceso a 47,2 a febbraio 2024 da 48,0 di gennaio, mancando il consenso del mercato di 48,2, come mostrano i primi dati. Sotto il livello di 50 l’economia è in area di contrazione.
Si è trattato del peggioramento più profondo dell’attività industriale dall’agosto 2020, dal momento che la produzione si è contratta al ritmo più veloce dell’ultimo anno assieme ai nuovi ordini e alle vendite verso l’estero.
I verbali dell’ultimo incontro della Federal Reserve mostrano che la maggior parte dei funzionari è rimasta più preoccupata per il rischio di tagliare i tassi di interesse troppo presto che per mantenerli alti per troppo tempo danneggiando l’economia.
Un riepilogo della riunione del Federal Open Market Committee del 30-31 gennaio, pubblicato mercoledì, ha mostrato che il board vuole vedere maggiori prove che l’inflazione è saldamente sulla buona strada verso l’obiettivo del 2% prima di abbassare i tassi di interesse, mentre alcuni membri sollevano la preoccupazione che i progressi potrebbero arrestarsi. Nel complesso, i verbali hanno rafforzato le aspettative secondo cui i costi di finanziamento rimarranno elevati nel prossimo futuro. (riproduzione riservata)