L’ad di Cdp Dario Scannapieco è aperto a tutte le opzioni per la partecipazione in Nexi e il titolo della società di pagamenti digitali si piazza in cima all’indice Ftse Mib con un balzo in chiusura del 7,40% a 4,541 euro (massimo intraday a 4,876 euro, già toccato il 3 aprile). Il 9 aprile, durante la presentazione dei risultati dell’esercizio 2024 della Cassa Depositi e Prestiti, l’amministratore delegato, Dario Scannapieco, ha dichiarato di essere aperto a tutte le opzioni per la partecipazione del 18,25% in Nexi: «non siamo chiusi a nessuna opzione. Riteniamo che Nexi sia un’infrastruttura di pagamenti europei molto importante», ha sottolineato Scannapieco, non escludendo quindi che Cdp possa salire ulteriormente nel gruppo guidato da Paolo Bertoluzzo dopo aver rilevato la quota da Poste.
Infatti attualmente Cdp detiene il 18,25% del capitale sociale di Nexi, a seguito dello scambio azionario con Poste che ha permesso all’ente pubblico di acquisire un’ulteriore quota del 3,78% in Nexi in cambio del 9,81% del capitale ordinario di Tim. Questo ha reso la Cassa il secondo maggior azionista della società dei pagamenti dopo il fondo di private equity Hellman & Friedman (21,19% del capitale sociale).
Banca Akros ritiene che l’incremento recente della partecipazione, insieme alle dichiarazioni dell’ad di Cdp, possa tradursi in un ulteriore aumento della quota da parte di Cassa Depositi e Prestiti, che potrebbe portare al delisting di Nexi, con alcuni fondi di private equity che potrebbero rimanere come co-investitori.
Inoltre, Banca Akros ritiene possibile una fusione tra Nexi e la francese Worldline, orchestrata tramite Cdp e Bpifrance (che detiene una quota dell’8% in Worldline), con il supporto dei governi italiano e francese. Negli ultimi mesi, però, ricorda la banca d’affari, fonti di stampa hanno riportato che i tagli occupazionali necessari per integrare le due aziende potrebbero essere ostacolati da Parigi, rendendo quest’opzione più difficile da realizzare rispetto a un semplice delisting da parte di Cdp.
Terzo, Banca Akros ritiene che ci sia una maggior probabilità di vendita della rete interbancaria nazionale, dato che già dallo scorso anno circolavano voci su un possibile interesse diretto da parte di Cdp per l’infrastruttura bancaria. «Tale cessione sarebbe strategicamente positiva, trattandosi di un’attività con tassi di crescita piatti, in più potrebbe liberare risorse per un ulteriore de-leveraging da parte di Nexi», precisa la banca d'affari, confermando il rating buy e il target price a 8 sull’azione Nexi.
Per altro lo 20 marzo erano circolate indiscrezioni secondo le quali il fondo Tpg avrebbe manifestato interesse per l'acquisizione della divisione Digital Banking Solutions di Nexi, considerata un’attività non-core e comprendente anche la rete interbancaria nazionale. Nel 2024 questa divisione ha generato 389 milioni di euro di ricavi. Si parla di una valorizzazione intorno a 850 milioni, corrispondenti a un multiplo ev/ebitda implicito di circa 6, in linea con quello di Nexi. Cdp potrebbe avere un ruolo nell'eventuale operazione con Tpg oppure fare una contro offerta. (riproduzione riservata)