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Paolo Bertoluzzo, ceo di Nexi
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Nexi rafforza la rete dei pagamenti verso la pubblica amministrazione: le sfide del piano 2028 secondo gli analisti | Incognita Nexi, Cdp verso una nuova maxi-svalutazione da 750 milioni

02 marzo 2026, 13:25 Ultimo aggiornamento: 17:37

Entro l’estate i pagamenti degli avvisi pagoPA potranno essere effettuati anche nei negozi italiani dotati di SmartPps Nexi. Il 5 marzo il Capital Markets Day: focus sul contenimento dei costi in un contesto di rallentamento dei ricavi

Entro l’estate i pagamenti degli avvisi pagoPA potranno essere effettuati anche nei negozi italiani dotati di SmartPos Nexi. La paytech guidata da Paolo Bertoluzzo lancerà infatti Nexi Smart PA, un’app scaricabile gratuitamente dagli esercenti sui propri terminali per accettare ticket sanitari, rette scolastiche, bollette di luce e gas, multe e altri oneri verso la pubblica amministrazione.

L’iniziativa amplia in modo significativo la rete fisica di accettazione di pagoPA Spa, con l’obiettivo di portare il pagamento degli avvisi in centinaia di migliaia di punti vendita distribuiti sul territorio nazionale. Un potenziamento che promette benefici sia per i cittadini sia per gli esercenti.

Un’infrastruttura in forte crescita

I numeri fotografano un ecosistema in espansione. Le transazioni pagoPA sono passate da circa 45 milioni nel 2019 a circa 450 milioni nel 2025. Un trend che conferma la progressiva centralità della piattaforma nei rapporti economici tra cittadini e pubblica amministrazione.

«Le transazioni su pagoPA sono passate da circa 45 milioni del 2019 a circa 450 milioni del 2025, con un incremento di oltre il 6% solo nell’ultimo anno, a dimostrazione di quanto questa infrastruttura sia sempre più centrale per i cittadini», commenta Roberto Catanzaro, Chief Business Officer Merchant Solutions del gruppo. «Nexi, in qualità di azienda di sistema, è impegnata a rendere i pagamenti verso la PA più semplici, accessibili e diffusi. Smart PA si inserisce in questo percorso«.

Secondo le stime della società, oggi circa il 55% delle transazioni pagoPA avviene su canali fisici, mentre il restante 45% passa dai canali digitali. L’integrazione sugli SmartPos punta dunque a rafforzare ulteriormente la componente offline, intercettando i pagamenti nella quotidianità dei consumatori.

Impatto su cittadini ed esercenti

Per i cittadini, l’ampliamento della rete significa maggiore capillarità e libertà di scelta: pagare un ticket sanitario o una bolletta potrà diventare un’operazione da svolgere nel negozio di quartiere, insieme agli acquisti di tutti i giorni.

Per i commercianti, invece, Nexi Smart PA rappresenta un servizio a valore aggiunto che può generare traffico incrementale in negozio e fidelizzazione della clientela. L’adozione dell’app non comporterà costi di download, trattandosi di un’estensione software dei terminali SmartPos già in uso.

Una strategia omnicanale

L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia di presidio dell’ecosistema pagoPA. Negli ultimi mesi Nexi ha abilitato il pagamento degli avvisi presso le casse di 3.000 punti vendita della grande distribuzione e di distributori di carburante, oltre a consentire il pagamento dei ticket sanitari in più di 1.000 farmacie italiane.

La strategia di presidio della pubblica amministrazione

Sul fronte della pubblica amministrazione, la PayTech ha collegato al sistema pagoPA circa 750 totem e quasi 8.500 pos presso sportelli di enti pubblici, con l’installazione in corso di ulteriori 600 terminali per gestori di pubblici servizi.

Anche online Nexi mantiene un ruolo centrale come Payment Service Provider per i pagamenti con carta sui canali proprietari di pagoPA, oltre a offrire ai cittadini la possibilità di saldare gli avvisi tramite il proprio sito web e, per i titolari, direttamente dall’app Nexi Pay.

Obiettivo 600 milioni di transazioni al 2030

La società guarda ora a una nuova fase di crescita. «Proseguiremo a investire in tecnologia e a lavorare su nuovi accordi e nuove soluzioni con l’obiettivo di contribuire alla crescita delle transazioni pagoPA che, grazie al futuro ingresso di nuovi tributi e casi d’uso, stimiamo arriveranno a oltre 600 milioni nel 2030», conclude Catanzaro.

Il 5 marzo il Capital Markets Day

Il nuovo piano industriale di Nexi, previsto con il Capital Markets Day del 5 marzo, a quanto pare prevede principalmente un aumento dei flussi di cassa e una migliore remunerazione per gli azionisti. Inoltre, la società starebbe negoziando un nuovo accordo con Google riguardante l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei pagamenti.

Quanto all’azionariato, secondo Milano Finanza, Cdp rimane un azionista chiave, ma dovrà svalutare il valore contabile della propria partecipazione (19,1%) a causa dell’andamento del prezzo del titolo Nexi. Ciò comporterà svalutazioni per 750 milioni di euro a fronte dell’attuale valore contabile di 1,75 miliardi.

A detta degli analisti di Bloomberg Intelligence, Nexi avrà difficoltà a convincere gli investitori, durante il Capital Markets Day del 5 marzo, che la crescita dei ricavi possa riaccelerare intorno al 5%, anche se il consenso per il periodo 2024-2028 ha fissato un livello di partenza basso con un cagr (tasso medio annuo di crescita) inferiore al 3%.

Le perdite di clienti e la revisione dei prezzi legata alle operazioni di M&A tra le banche italiane indicano un 2026 debole, mentre il forte calo di Adyen dopo il «reset» dimostra che il mercato ha poca tolleranza anche per revisioni al ribasso modeste.

«Nexi si trova ad affrontare un altro anno di vendite deboli nel 2026, poiché il consolidamento bancario in Italia pesa attraverso la perdita di clienti e la rinegoziazione dei contratti. Sarà fondamentale che il management presenti un piano credibile di riaccelerazione nel medio termine durante il Capital Markets Day del 5 marzo», affermano gli esperti di Bloomberg Intelligence.

Il consenso degli analisti è ancorato a una crescita del 2-3% fino al 2028, ben al di sotto del dato strutturale «mid-single-digit» indicato dalla società. «Prima di rivedere significativamente al rialzo le stime, analisti e investitori probabilmente vorranno vedere segnali concreti di inversione di tendenza, insieme a driver strutturali chiari e a una tempistica definita per la normalizzazione dei fattori negativi una tantum», avvertono a Bloomberg Intelligence.

Le condizioni macroeconomiche sono più deboli, mentre la concorrenza e la pressione sui prezzi sono intense, lasciando poco margine per revisioni al ribasso. Il forte sell-off di Adyen dopo un taglio leggero della guidance e il mancato raggiungimento delle attese sui ricavi (Europa +2% e Nord America +5%) evidenzia, indicano gli analisti, la sensibilità del mercato del mercato anche a piccoli downgrade.

Focus sul contenimento dei costi in un contesto di rallentamento dei ricavi

Non solo. Con la crescita del fatturato in rallentamento, Nexi dovrà fare maggior leva sulle azioni di riduzione dei costi per proteggere il margine ebitda, senza escludere investimenti in prodotti. Il consenso prevede un margine ebitda sostanzialmente stabile — 53,5% nel 2028 rispetto al 53,3% nel 2025 — «ma il rischio di un ribasso aumenterà se la crescita dovesse risultare inferiore alle attese», proseguono gli esperti di Bloomberg Intelligence.

Il management ha indicato l’intelligenza artificiale come una leva chiave di efficienza, ma i dettagli restano limitati. Nexi ha affermato che l’AI ha generato risparmi per decine di milioni di euro nel 2025, sia sulla spesa tecnologica sia sui costi operativi, con ulteriori benefici attesi nel 2026. Investitori e analisti avranno probabilmente bisogno di casi d’uso più chiari e di una quantificazione più precisa dei risparmi per valutare l’impatto dell’AI sui margini del gruppo.

800 milioni di euro di cassa da distribuire agli azionisti

Nexi manterrà probabilmente al centro dell’attenzione la remunerazione del capitale, dopo aver distribuito 600 milioni di euro nel 2025, pari a circa il 10% della capitalizzazione di mercato. Ha iniziato a farlo nel 2024, una volta conclusa la fase di acquisizioni che aveva caratterizzato anni di crescita tramite M&A.

«Nel 2025 Nexi ha probabilmente generato circa 800 milioni di euro di cassa in eccesso e il consenso è sostanzialmente in linea con la guidance che prevede quasi 1 miliardo di euro entro il 2028. Vediamo margini limitati per ulteriori sorprese positive», prevedono a Bloomberg Intelligence, «dato che il management punta a restituire agli azionisti la maggior parte di tale cassa».

Nexi in ritardo con l’agentic commerce

Gli investitori seguiranno, infine, con attenzione eventuali aggiornamenti su possibili dismissioni, dopo che a dicembre Nexi ha respinto l’offerta migliorata di Tpg per la sua unità di digital banking.

Al contempo, i ricavi di Nexi potrebbero non beneficiare pienamente dell’espansione dell’agentic commerce (un'evoluzione dell'e-commerce in cui agenti di intelligenza artificiale autonomi gestiscono l'intero processo di acquisto per conto dell'utente), un mercato che McKinsey stima possa raggiungere i 5.000 miliardi di dollari entro il 2030. L’e-commerce rappresenta solo il 10% dei ricavi della divisione Merchant Solutions del gruppo e il 6% dei ricavi totali nel 2024, rispetto al 14% dei ricavi della rivale Worldline (su base pro forma 2025).

Nexi sta investendo nell’AI agentica rivolta ai consumatori per consentire agli esercenti di accettare pagamenti da agenti digitali e per supportare l’AI agentica sul lato issuing, così da mantenere compatibili le carte di pagamento. Tuttavia, la società ha adottato un tono più prudente, fornendo pochi dettagli operativi e piani concreti limitati, citando l’incertezza sull’adozione da parte dei clienti. Impegni più specifici durante il Capital Markets Day di marzo 2026 sarebbero un segnale positivo.

Il titolo in borsa

A Piazza Affari il titolo Nexi il 2 marzo ha perso in chiusura il 2,13% a 3,404 euro (-13,4% negli ultimi tre mesi). Il consenso Bloomberg vede 9 rating buy sull’azione, 10 hold e 2 sell con un prezzo obiettivo medio a 4,81 euro, il 37% in più rispetto alla quotazione attuale. (riproduzione riservata)



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