Il titolo NewPrinces ha strappato il 7 aprile in borsa un +13,28% a 17,40 euro, il guadagno più consistente da giugno 2024, dopo che la società ha annunciato che accelererà il suo programma di riacquisto di azioni proprie. Ma a tenere banco è stato anche l’interesse per la rete di supermercati di Realco.
La cooperativa della Gdo con sede a Reggio Emilia, attualmente in perdita (-16 milioni nel 2024) e in concordato (350 dipendenti in cassa integrazione su 1500 totali) a causa del deterioramento della sua situazione finanziaria (-12 milioni: 6 di cassa e 18 di debito bancario), è licenziataria dell’insegna Sigma in Emilia-Romagna e gestisce una rete di 140 punti vendita.
L’interesse di NewPrinces riguarderebbe l’intero perimetro, con focus sul rilancio commerciale e la possibile acquisizione degli immobili. L’iniziativa si affianca a una proposta avanzata dal Consorzio Distribuzione Italiana con il coinvolgimento (non ancora chiaro se in cordata o separatamente) di altri operatori retail tra cui Md, Crai e Migross. Un’eventuale offerta vincolante potrebbe essere presentata entro l’8 aprile.
A detta di Equita la notizia è in parte inattesa, dal momento che dalla presentazione recente del management traspariva un forte interesse all’M&A ma più in ambito food manufacturing che nel retail, dove il gruppo è già impegnato con il turnaround di Carrefour.
Detto questo, ci sono alcuni fattori potenzialmente positivi da considerare: primo, l’operazione darebbe maggior scala e quota di mercato a Carrefour, poco presente in Emilia-Romagna; secondo, dal momento che Realco opera come licenziataria Sigma, potrebbe esistere un’opzione industriale di rebranding (ad insegna Gs), con benefici dal risparmio delle royalties e sviluppo delle private label tramite prodotti del gruppo NewPrinces. Terzo, l’operazione può avvenire a condizioni molto favorevoli, come per Carrefour e Diageo, alla luce dello stato di crisi della società target.
Questo, insieme al fatto che NewPrinces è disposta ad accelerare in maniera significativa il proprio programma di buyback, alla luce della sua solida posizione finanziaria (cassa netta per 319 milioni) e perché ritiene che gli attuali livelli di mercato non riflettano pienamente il valore intrinseco del gruppo, la qualità degli asset e le prospettive di crescita derivanti dalla strategia di integrazione industriale e retail avviata, ha portato Equita a confermare buy e il target price a 30,50 euro sul titolo. Al 31 marzo la società detiene 1,142 milioni di azioni proprie, pari al 2,6% del capitale e potrà acquistarne altre fino a un massimo del 17,4%, per un totale complessivo non superiore al 20%. (riproduzione riservata)