Il fondatore e ceo Stefano Buono l’ha definita una public company di cui i soci italiani detengono il 90% del capitale. Sicuramente Newcleo, la startup del nucleare pulito di ultima generazione che ha da pochi mesi lanciato un aumento di capitale da 1 miliardo di euro, ha captato l’interesse di una lista lunghissima di soci. Sono 601 per la precisione, secondo quanto appreso da MF-Milano Finanza da documenti depositati presso la Camera di Commercio britannica, dove la startup ha la sede legale.
Cercando in questa lunga lista si possono ricostruire i rapporti di forza all’interno della società, che vede tra gli azionisti di peso alcune tra le principali famiglie imprenditoriali italiane. Le due quote principali, entrambe pari al 10% delle azioni ordinarie, sono in mano a Elysia, fondo di venture capital di Stefano Buono, e alla Fin Posillipo, holding della famiglia Petrone e socio di maggioranza della società farmaceutica Pierrel. L’investimento complessivo di Fin Posillipo in Newcleo, si legge nel bilancio della holding di fine 2022 (l’ultimo depositato dalla holding), è stato di 41,9 milioni.
Una quota rilevante è detenuta poi dalla famiglia Malacalza: gli ex patron di banca Carige detengono l’8,46% della startup del nucleare attraverso le due casseforti Hofima e Luleo. Un ulteriore 4,85% è detenuto da Gaudenzio Roveda, investitore di lunghissimo corso che ha quote rilevanti anche in società quotate come AbitareIn. Nel corso dell’ultimo anno Roveda ha diviso la sua partecipazione, trasferendone una parte (il 2%) al veicolo RoRo che detiene insieme a Rossana Giovanna Rovida. A sua volta quest’ultima detiene una quota dell’1%, portando il totale in mano alla coppia a poco meno del 5,9%.
Un’altra famiglia illustre che ha scommesso nel progetto di Newcleo è quella dei Rovati: la dinastia del biotech, oggi attiva in vari settori tra cui quello della ristorazione, detiene attraverso la holding Fidim il 3,2% del capitale della startup. Così come sono soci di peso i Bormioli, storici imprenditori del vetro, il cui veicolo Bf&f detiene più del 4% della società energetica.
Altri nomi noti sono quelli di Paolo Merloni di Ariston, che con il fondo di venture Nova Capital controlla quasi il 2,6%, e l’ex ad di Ubi Banca, Victor Massiah, con un simbolico 0,1%. Altri soci, per un ulteriore 4,1%, sono poi schermati attraverso Simon Fiduciaria (Ersel).
Non mancano, infine, i fondi: Azimut, che attraverso il club deal Direct Investment Newcleo detiene il 3,2% della startup, mentre Exor, tramite il braccio di venture capital Seeds, possiede il 2,4%. (riproduzione riservata)