Villa Milani conserva invece la severa struttura architettonica dei primi anni del XIX secolo, l'ampiezza originale delle stanze e l'antica eleganza degli arredi, con soffitti a cassettoni dell'epoca. Il piano terra comprende un ingresso importante, un triplo salone di rappresentanza, con zone pranzo, salotti, due sale con antichi camini, stanze per il gioco delle carte, una camera da letto con bagno e un edificio adiacente con una grande cucina dalla quale si accede alla sala della caccia, per due secoli ritrovo dei cacciatori di casa, riscaldata da un antico camino. Altre sei camere si trovano al primo piano alle quali si accede attraversando la sala del biliardo. La cantina accoglie le strutture per la produzione vinicola, con botti di rovere e arredi dell'arte povera toscana.
Sul cortile centrale del borgo si affacciano alcuni edifici secondari, ma pur sempre vasti ed eleganti, cui si accede attraverso cancelli in ferro battuto e viali alberati carrabili. Gli appartamenti ricavati in queste strutture garantiscono una ricettività per 34 ospiti. La proprietà interna al borgo principale si completa con la residenza privata dei proprietari (380 mq) che comprende due saloni, cinque camere da letto, servizi, appartamenti per il personale e gli uffici dell'azienda.
Sul crinale della valle che si affaccia su San Gimignano sono situati due fabbricati in pietra, ricavati da antichi fienili e adibiti a foresteria. La proprietà è completata da altri poderi: quello di Marcigniana, collocato in valle fra vigne e terreni seminativi, con due edifici agricoli e possibilità di realizzare una residenza autonoma di 1.000 mq; il Podere Monsone e quello di via Piana-Fornace.
Il prezzo richiesto per la proprietà è di 36 milioni di euro. (riproduzione riservata)
Per maggiori informazioni: Tuscany's Sotheby's Realty, Firenze, tel. 055 0751888, pasquale.cataldi@sit.com.