Mario Draghi, una campagna di vaccinazione ben avviata e un piano, il Recovery Fund, pronto finalmente per essere implementato. Sono tanti i fattori a essere cambiati (in meglio) rispetto a quando, ormai diversi mesi fa, le agenzie di rating sono state chiamate ad esprimere il proprio giudizio sull'Italia. Ad oggi, mentre ci si appresta ad entrare nella stagione estiva con la speranza di una morsa meno stringente del coronavirus, la speranza per un miglioramento della situazione creditizia dell'Italia è più viva che mai.
"Fra aprile e giugno, le società di rating metteranno sotto esame l'Italia per poter poi dare un loro giudizio finale sul Paese in una fase importante e difficile nella quale da un lato si combatte con la pandemia e dall'altro si definisce come organizzare l’utilizzo del Recovery Fund, di cui l'Italia è il maggior beneficiario dell'Unione Europea", evidenziano gli analisti di Fundstore. "Il clima finanziario del paese è buono, come dimostrano le recenti aste dei Btp benchmark a 50 anni. Inoltre, con l’insediamento di Draghi, lo spread resta al minimo e la Borsa è stata tra le migliori in Europa nel primo trimestre dell'anno", sottolineano.
La nuova tornata di rating sul debito italiano si è aperta con la conferma della società S&P il 23 Aprile, che ha deciso di lasciare invariato il giudizio sul Paese, confermando la tripla B con outlook stabile. "Sebbene il debito pubblico sia in crescita, come in quasi tutti i paesi dell'Unione Europea, a convincere la società sono stati il costo di rifinanziamento tenuto sotto controllo dai bassi tassi e dalla politica economica espansiva della Bce, che con il Qe e il Pepp ha acquistato il 25% del debito pubblico circolante, e il pacchetto di riforme previsto nel Piano nazionale di Ripresa e Resilienza", analizzano gli esperti.
A fine gennaio, il debito pubblico ha superato di poco i 2600 miliardi di euro e a giugno potrebbe arrivare a 2.700 miliardi, ma "resta un ammontare sostenibile e, comunque, un fattore che non dovrebbe incidere negativamente sul Rating che verrà assegnato all'Italia da Moody's e Fitch, rispettivamente il 7 maggio e il 4 giugno", precisano da Fundstore.
Secondo Antonio Cesarano, Chief global strategist di Intermonte Sim, bisognerà attendere i giudizi di queste due società, che attualmente tengono l'Italia sull'ultimo gradino prima di abbandonare il podio dell’investment grade. "Le valutazioni dovrebbero arrivare comunque dopo la presentazione del Recovery Plan e questo è un bene perché sarà un fattore determinante sulla credibilità delle azioni che verranno intraprese a seguito delle erogazioni dei fondi Ue", sottolinea.
"Siamo arrivati a un punto cruciale. Ne parliamo da tempo e ora è il momento di mettere in pratica ciò che è stato detto. Chi ora è al governo, penso al Presidente Draghi in primis, deve lasciare il segno, marcando fortemente il tema Recovery Fund che sarà, mi auguro, l'inizio di un'inversione del trend e successiva crescita del paese. È l'opportunità più grande che stia capitando per rimetterci al passo con i paesi che consideriamo economicamente avanzati rispetto al nostro. Sarà fondamentale presentare un piano credibile, sostenibile e con un'ottica di medio-lungo periodo che finora è mancato in più di un’occasione. Sono fiducioso che questa volta le cose cambieranno", commenta, invece, Gianni Bizzarri, amministratore delegato di Banca Ifigest e fondatore di Fundstore, secondo cui il clima finanziario è "buono" e "vi sono speranze di ottenere un rating quantomeno non inferiore a quello attualmente attribuito", ovvero BBB per S&P, Baa3 per Moody’s e BBB- per Fitch. (riproduzione riservata)