Nel cuore di Roma ha aperto Ruby Giulia, albergo lean luxury dall’anima pop
A pochi passi da piazza Venezia, un ex palazzo ministeriale si trasforma in un indirizzo di ospitalità dal carattere audace e contemporaneo
A Roma, Ruby Giulia è il nuovo indirizzo di ospitalità dall’anima pop. Inaugurato lo scorso novembre, regala dopo un ingresso discreto al piano terra (un ingresso più da palazzo di rappresentanza che da albergo vero e proprio: non a caso era un ufficio del Ministero dell’Interno), un effetto ancora più “wow” quando si arriva nel cuore della struttura alberghiera, il sesto piano, dove si apre davanti agli occhi una palette di colori sgargianti su pareti, sedie, salottini in velluto e persino nella serie di lavabi giallo-banana schierati nella toilette comune. Benvenuti nel favoloso mondo degli anni ’60 e ’70.

Ammiccamenti espliciti che però vanno a braccetto con la tecnologia di ultima generazione (dunque check-in fai da te da postazioni touch, con personale giovane e sorridente sempre comunque a disposizione per qualsiasi necessità). La pop art alla Andy Warhol (pensiamo alle sue iconiche Campbell’s Soup Cans o alle coloratissime serigrafie seriali di Marilyn), si legge sulle teche della grande parete che separa il bancone del bar dalle aree relax, con una serie di volti in plexiglass rimodulati con parrucche (biondo platino, nero corvino, rosso fuoco), e occhiali da sole di tutte le fogge e colori.

Parola d’ordine: lasciarsi coinvolgere da un mood giocoso e allegro. Ci si ritrova al sesto piano per colazioni, pranzi, aperitivi (24 ore su 24), e sulle pareti, le foto segnaletiche (anche di personaggi famosi), lenti di ingrandimento, ritagli di giornali, ricordano l’antica destinazione d’uso della struttura dove si lavorava su indagini super segrete. “Line luxury” ( il “welcome” multicolor impresso sulla parete d’ingresso al sesto piano), per mettere subito in chiaro la filosofia alla base di tutta la realtà alberghiera Ruby Group (in Italia ha inaugurato il suo primo albergo nel 2024 a Firenze), destinato a strizzare l’occhio ad un ospite che bada alla sostanza, appunto ad un lusso essenziale; un ospite che viaggia con la consapevolezza che le scelte fatte possono essere una carezza o uno schiaffo ad ambiente e comunità locali (una bella sfida, in tal senso, le nuove aperture previste dal gruppo tedesco sul mercato cinese dopo un inanellamento di nuovi alberghi nelle più importanti piazze europee, Londra e Parigi comprese, in palazzi storici e di pregio, in zone strategiche delle città).

Largo ad esperienze autentiche, che nell’indirizzo romano si traducono in assaggi studiati di cucina italiana (mai come ora sotto i riflettori con il riconoscimento della stessa quale Patrimonio dell'Umanità), con la proposta di prodotti identitari (la selezione di pani a colazione per esempio è un buongiorno di qualità su una delle eccellenze enogastronomiche del nostro Paese). La chicca però a Ruby Giulia la regala la vista superba sulla città dalla terrazza panoramica, irresistibile con le giornate di sole, tra piante di limone cariche di frutti, cieli azzurrissimi, e dall’alto il brulicante via vai per le strade, che ammalia con i suoi contorni ovattati.

L’ascensore rosso cremisi accompagna alle camere dislocate nei vari piani (bellissime le originali scale in ferro battuto da utilizzare al posto dell’ascensore), e il numero della camera è anch’esso multicolor (come la card per accedere: una esplosione di colore), mentre internamente predomina un design moderno pulito con qualche oggetto di design (firmato Kartell, Marshall).

Tutto ciò che è davvero essenziale, per un relax pieno? Una invitante doccia a vista con la linea di prodotti Ruby Care privi di petrolati e cruelty-free. Le serate trascorrono amabilmente tra chiacchere, luci soffuse, ottimi cocktail (il Negroni Sbagliato è il must in carta), buona musica dal vivo (scelta attenta su giovani gruppi musicali conosciuti anche sul mercato estero come Mattia Caroli & I Fiori del Male). Si esce da questa esperienza di soggiorno con la sensazione di essere pieni di energia. E con la voglia di ritornare. (Riproduzione riservata)
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