Dopo il nodo del deficit delle finanze vaticane, al centro del pre Conclave finiscono, irrimediabilmente, altri due dossier «scottanti» per la Santa Sede: gli abusi sessuali e gli scandali finanziari. Fin da subito è apparso chiaro agli oltre180 cardinali presenti (se ne attendono altri quattro a Roma), di cui 120 elettori, che il nuovo Papa dovrà compiere un vero e proprio miracolo per restare a galla.
Sono stati, infatti, ben venticinque gli interventi che hanno animato la riunione, l’ottava da quando sono iniziate le congregazioni generali. Ed è stato lo stesso portavoce della sala stampa della Santa Sede Matteo Bruni a riferire che, tra le tante tematiche differenti, i dossier caldi affrontati sono andati dall’evangelizzazione come centro del pontificato di Papa Francesco alla necessità di comunicare il Vangelo, fino alle problematiche delle Chiese d’Oriente e di quelle più vicine, dalle parrocchie alla Curia. Focus durante le discussioni, inoltre, sul dovere della testimonianza dell’unità e sul rischio della contro testimonianza, in particolare quella data dagli abusi sessuali e dagli scandali finanziari.
Pubblicamente Papa Francesco ha condannato questa «disumanità», costituito commissioni e istituito linee guida, responsabilizzando i vescovi che spesso non denunciavano ma trasferivano di pochi chilometri il prete oggetto di denunce, come se la pedofilia si curasse con i traslochi. Un cammino per proseguire quanto fatto da Giovanni Paolo II, poco rispetto all’azione di Benedetto XVI, che impose alle diocesi di risarcire le vittime (negli Usa alcune finirono in fallimento). E adesso sarà la scelta del nuovo pontefice a indicare come si muoverà la Chiesa.
Intanto come in ogni campagna elettorale, anche nella corsa per la Santa Sede il tema della salute dei candidati al Soglio Pontificio irrompe come «elemento di disturbo». Era già successo quando Bergoglio era cardinale nel 2013 e ora, a cavallo delle festività del primo maggio, è accaduto al cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato (ora formalmente decaduto come da costituzione apostolica), considerato uno dei papabili più forti. Da un sito americano, infatti, è rimbalzata in Italia la notizia che Parolin il 30 aprile avrebbe avuto un malore. Eventualità che è falsa. «No, non è vero», ha detto il direttore della sala stampa vaticana Matteo Bruni, così come non è vero che siano intervenuti medici o infermieri.
Intanto dai cardinali arrivano messaggi contrapposti. Il cardinale Fernando Filoni ha parlato di un Conclave breve, assicurando che si riuscirà a trovare il nome giusto entro il 7 maggio: «Ce la faremo, come si è sempre fatto». Ma un messaggio opposto è arrivato da Angel Sixto Rossi, arcivescovo metropolita di Cordoba, in Argentina, che, ha fatto prefigurare un conclave lungo, visto che sul profilo del nuovo pontefice, dice che «non è stato ancora individuato un nome», anche se «l’auspicio è di eleggere un Papa che continui a percorrere la strada tracciata da Francesco per quanto riguarda la pace, il dialogo e l’attenzione verso gli ultimi».
Meno cinque giorni all’inizio del conclave e quote in movimento all’estero, con i bookmaker internazionali impegnati nell’aggiornamento ‘live’ sul successore di Papa Francesco. Ad avanzare nelle ultime ore, riporta Agipronews, sono tre dei principali candidati: il ghanese Peter Turkson, potenzialmente il primo ‘Papa nero’ della storia, è sceso da 7 a 5 su William Hill, seguito da Matteo Zuppi, passato da 9 a 6,50, e da Pierbattista Pizzaballa, ora fissato a 7,50 rispetto all'11 di inizio settimana. Nelle ultime ore però, sta prendendo piede il nome di Jean-Marc Aveline, «protetto» di Bergoglio e come lui un outsider: il francese nuovo Pontefice si gioca a 33. Il preferito dei betting analyst britannici resta ancora Pietro Parolin: il segretario di Stato Vaticano è in pole a 3,50 volte la posta.
Da Oltreoceano, il sito americano First Things, segnalato dal WSJ, parla di «ingiustizia» per la mancanza tra i porporati dell’ucraino Sviatoslav Shevchuk, arcivescovo maggiore di Kiev, «che guida una Chiesa martire che ha sofferto enormemente sin dalla barbara invasione russa del febbraio 2022», ma mai nominato cardinale nelle dieci infornate di Bergoglio. «È semplicemente scandaloso che questo leader eroico della più grande delle Chiese cattoliche orientali sia stato ignorato per la porpora cardinalizia dieci volte», si legge sul sito americano che continua: «questo errore dovrebbe essere rapidamente corretto nel primo concistoro del prossimo pontificato. Il mancato ingresso di Sviatoslav Shevchuk nel collegio dei cardinali ha forse implicato un tacito veto esercitato da Mosca? Se così fosse, allora il prossimo pontificato ha ancora più motivi per rimediare a un grave errore del suo predecessore».
Intanto «le stufe (dove si bruceranno le schede delle votazioni) sono state portate, una buona parte dell’allestimento è stato fatto», hanno fatto sapere dalla Santa Sede, sottolineando che nella mattinata del 2 maggio è stato montato anche il comignolo sul tetto della Cappella Sistina. Lì, da mercoledì prossimo, 7 maggio, saranno puntati gli occhi del mondo: da quel camino usciranno le fumate che annunceranno l’esito delle votazioni per il nuovo Pontefice. Intanto il portavoce della sala stampa della Santa Sede Matteo Bruni chiarisce che gli alloggi dei cardinali a Casa Santa Marta «saranno assegnati per sorteggio». (riproduzione riservata)