Nel biglietto aereo c’è una tassa che finanzia le pensioni più di quanto sostenga gli aeroporti e che cambia importo da scalo a scalo con sette livelli diversi. È l’addizionale comunale sui diritti d’imbarco: nata più di 20 anni fa per compensare i Comuni aeroportuali dall’impatto acustico delle attività di volo, si è progressivamente trasformata in un prelievo generalista, tanto che, secondo un position paper di Assaeroporti (l’associazione dei gestori aeroportuali presieduta da Carlo Borgomeo) e Confindustria, è diventata un caso unico in Europa.
Sono le compagnie aeree a ridistribuire le somme pagate dai passeggeri, tra 6,5 e 9 euro a seconda dell’aeroporto. Un euro entra nel bilancio dello Stato, che riassegna circa 30 milioni di euro annui all’Enav. Ai Comuni aeroportuali vanno da 0,5 a 2,5 euro. Al netto di altri rivoli il maggiore beneficiario è invece l’Inps, al quale arrivano ben 5 euro. Tolti 1,5 euro destinati al Fta (Fondo di Solidarietà per il Trasporto Aereo), ben 3,5 euro finiscono alle gestioni previdenziali dell’istituto per un totale stimato in circa 380 milioni.
Il position paper passa in rassegna anche altre anomalie dovute alle modifiche che l’imposta ha subito negli anni.
La normativa, infatti, consente a Regioni e Comuni di alzare, ridurre o azzerare la tassa, mentre ai Comuni in dissesto è stata concessa la possibilità di applicare maggiorazioni fino a tre euro.
Secondo il documento, questa evoluzione impatta sulle scelte operative delle compagnie aeree, finendo per ridurre la competitività del sistema aeroportuale italiano, col rischio di generare effetti distorsivi tra scali. La proposta è di ridurre progressivamente il balzello nell’arco di cinque anni, mantenendo le sole quote destinate a Fta (1,5 euro) e Comuni aeroportuali (un euro). A regime, conclude il position paper, il gettito verrebbe interamente riallineato al settore, aumentando l’ attrattività del sistema aeroportuale, con impatti positivi su occupazione, flussi turistici e consumi, tali da compensare i minori introiti diretti. (riproduzione riservata)