Dopo due anni di rincari senza sosta, torna a scendere la rata del mutuo. Tra 20 e 50 euro al mese di risparmio secondo le simulazioni di Facile.it che ha fatto i conti prendendo in considerazione un mutuo a tasso fisso da 126 mila euro (l’importo medio richiesto dagli italiani) con scadenza a 25 anni, cifre destinane ad aumentare o a diminuire in funzione di importo e durata del prestito. Ma non siamo che all’inizio della discesa perché il calo dei tassi è destinato a continuare se, come sembra, l’inflazione continuerà a ripiegare.
Il calo della rata è un segnale indubbiamente positivo, per le famiglie in primo luogo, per le quali l’acquisto casa diventa così un po’ meno oneroso. Ma anche per il mercato residenziale che potrebbe recuperare almeno in parte quelle 100 mila compravendite perse nell’ultimo anno proprio a causa del caro mutui, o almeno riuscire a frenare l’emorragia. Attenzione però: è ancora troppo presto per festeggiare alla grande perché per ora il taglio della rata è modesto rispetto all’incremento subito da inizio 2022, e soprattutto non riguarda tutti. A beneficiarne per ora sono infatti solo i mutui a tasso fisso, e per di più solo i nuovi, quelli cioè di chi si deve ancora comprare casa. Esclusi quindi i mutui già in essere, a tasso fisso, e ancor di più se a tasso variabile.
Semplice il motivo. A scendere finora sono stati solo i tassi Irs cui sono legati i mutui a tasso fisso, mentre l’Euribor, cui sono legati quelli indicizzati è rimasto al palo, anzi in alcuni casi sono lievemente saliti. Solido invece il calo dell’Irs, anche di 70-80 centesimi rispetto ai massimi di inizio ottobre. Peccato però che, proprio per la loro natura, i mutui a tasso fisso bloccano il tasso per tutta la durata del finanziamento, e quindi non possono approfittare del calo.