Cresce progressivamente l'importo medio dei mutui richiesti dagli italiani, che arriva ora a sfiorare il terzo valore più elevato degli ultimi dieci anni. La fotografia è quella scattata dal Crif analizzando le richieste registrate sul Sistema di informazioni creditizie delle banche italiane.
Stando alle rilevazioni effettuate, nel terzo trimestre dell'anno il valore medio dei finanziamenti ipotecari richiesti dalle famiglie italiane ha fatto segnare un aumento medio del 5,8% se confrontato con il dato di fine settembre 2020, per un petitum medio di 139.500 euro.
Si tratta di un chiaro segnale della ripresa del mercato immobiliare, con i prezzi delle case che stanno iniziando la risalita dopo l'inevitabile flessione accusata nei mesi della pandemia nel corso dello scorso anno, in particolare. Al tempo stesso, quanto emerso conferma la tendenza degli italiani ad acquistare abitazioni più spaziose e confortevoli, con giardini o terrazze, in cui trascorrere tempo dedicato non solo alla famiglia ma anche al lavoro. In questo contesto, continua a crescere progressivamente anche il peso delle richieste di mutui da parte dei giovani, agevolati non poco in questo percorso dalle misure adottate dal governo con il cosiddetto decreto Sostegni bis.
Non è dunque una sorpresa che la fascia di età fino a 35 anni abbia pesato per il 33,5% sul totale delle domande di mutui pervenute alle banche tra luglio e settembre, quasi in linea con la fascia tradizionalmente più attiva dei 35-44enni che con il 31,4% del totale della domanda si sono posizionati in questo caso solo secondi.
In contrazione, di contro, il numero complessivo di richieste di mutui e surroghe, calate nel terzo trimestre del 22,6% rispetto al periodo luglio-settembre di un anno fa. «Negli ultimi mesi abbiamo osservato una contrazione fisiologica delle richieste di mutuo rispetto al terzo trimestre del 2020, quando si erano registrati volumi anomali riconducibili alla violenta impennata delle istruttorie presentate dalle famiglie dopo diversi mesi di attività ai minimi termini a causa dei provvedimenti restrittivi della primavera scorsa», ha spiegato Simone Capecchi, direttore esecutivo del Crif. «Guardando però il dato complessivo relativo ai primi nove mesi dell'anno, le richieste non solo risultano superiori a quelle dell'anno scorso ma appaiono ben superiori anche a quelle del 2019».
Cosa dire degli importi più richiesti dalle famiglie? L'analisi del Crif ha evidenziato in questo caso che la fascia tra 100.000 e 150.000 euro rappresenta la soluzione preferita dagli italiani, forchetta su cui si concentra il 28,4% delle richieste. Seguono con il 27,5% la classe di importo tra 150.000 e 300.000 euro mentre i finanziamenti ipotecari al di sotto dei 75.000 euro, dove si collocano tipicamente i mutui di sostituzione, rappresentano poco più di un quinto del totale.
In termini di durata, invece, gli italiani sembrano ancora prediligere un periodo medio lungo con la fascia 16-20 anni in cima alla classifica con il 25,8% del totale. A seguire si colloca il range 26-30 anni a cui si rivolge il 24,5% della domanda, mentre i piani di rimborso tra i 21 e i 25 anni rappresentano il 24,4% del totale. «Nel complesso, circa 8 richieste su 10 prevedono piani di rimborso superiori ai 15 anni», spiegano gli esperti del Crif, «a conferma della propensione delle famiglie a privilegiare soluzioni che pesino il meno possibile sul bilancio familiare». (riproduzione riservata)