Dopo Unicredit, arriva anche la puntualizzazione di Delfin. La holding lussemburghese della famiglia Del Vecchio prende ufficialmente posizione sulle indiscrezioni che negli ultimi giorni hanno alimentato le ipotesi di un riassetto sull’asse Montepaschi-Generali e chiarisce di non aver mai avviato trattative per la cessione della propria partecipazione in Rocca Salimbeni.
In una nota diffusa venerdì 16 gennaio, il consiglio di amministrazione di Delfin afferma di «non aver mai discusso alcuna ipotesi di dismissione della propria partecipazione finanziaria in Mps», precisando che tale quota «deriva in gran parte dalla conversione delle azioni precedentemente detenute in Mediobanca». Un passaggio che mira a ricondurre l’attuale presenza nel capitale della banca senese a un percorso di lungo periodo e non a una scelta opportunistica legata alle recenti speculazioni di mercato.
Con riferimento alle ricostruzioni di stampa circolate nei giorni scorsi, Delfin smentisce, inoltre, che «siano in corso negoziazioni con Unicredit o con altri operatori» finalizzate alla cessione, totale o parziale, della partecipazione.
Una presa di posizione netta che si affianca a quella già espressa ieri, giovedì 15 gennaio, dall’istituto guidato da Andrea Orcel, il quale aveva definito «infondate» e «di pura invenzione» le voci su un possibile ingresso nel capitale di Mps attraverso l’acquisto del 17,5% detenuto dalla holding della famiglia Del Vecchio.
Inoltre «alla luce di una performance complessiva in linea con gli obiettivi di redditività e di valorizzazione delle partecipazioni detenute», Delfin rinnova «il pieno supporto al top management di Mps e al percorso di rafforzamento della banca» senese.
Le due note contribuiscono a raffreddare, almeno nel breve periodo, le attese di mercato su un’operazione capace di rimettere in moto il risiko bancario nazionale, riportando l’attenzione sulla natura prevalentemente speculativa delle indiscrezioni.
Resta, tuttavia, sullo sfondo il tema del ruolo strategico di Montepaschi nello scacchiere finanziario italiano, anche alla luce della partecipazione del 13,1% in Mediobanca e del conseguente legame con Generali.
Il chiarimento di Delfin arriva infine mentre il dossier continua ad avere riflessi politici, con il dibattito parlamentare acceso sulle modalità e sugli esiti del salvataggio pubblico di Mps e sulle possibili plusvalenze per i soci privati. Per ora, però, da Unicredit e dalla cassaforte guidata da Francesco Milleri il messaggio è univoco: nessuna trattativa in corso. (riproduzione riservata)