In una giornata volatile per Piazza Affari, Mps svetta in testa al Ftse Mib con un rialzo di oltre il 7% a 2,709 euro per 3,42 miliardi di capitalizzazione. Dopo i conti presentati la scorsa settimana, sono diversi gli analisti che hanno alzato i prezzi obiettivo sul titolo una volta approfondita la trimestrale nella conference call con il ceo, Luigi Lovaglio. La banca senese è controllata dal Mef al 64%, che ha concordato con l’Europa l’uscita quanto prima dall’azionariato.
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Kbw ha alzato il prezzo obiettivo sul titolo da 2,97 a 3,5 euro, confermando la raccomandazione market perform dopo i conti del secondo trimestre della banca. Gli esperti hanno aumentato le loro stime di utile per azione (eps), che salgono del 31% nel 2023, del 98% nel 2024 e dell'87% nel 2025.
Keefe Bruyette & Woods ha quindi alzato le previsioni sul Net Interest
Income, ridotto le attese sui costi e introdotto le stime sul dividendo, con
un payout sugli utili adjusted del 30% nel 2024 e del 50% nel 2025.
Equita Sim lunedì 8 agosto scrive che dalla call sono emersi «messaggi positivi che confermano il miglioramento della performance operativa e l’efficacia delle azioni implementate dal management». Gli analisti confermano il rating hold sul titolo e alzano il prezzo obiettivo del 3% a 3,3 euro dopo revisione al rialzo delle stime.
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Mps, ricorda Equita, ha fornito la seguente guidance sul 2023:
- Margine di interesse (NII) per oltre 2,1 miliardi rispetto a 2,1 miliardi stimati pre-risultati
- Commissioni per oltre 1,3 miliardi rispetto a 1,3 miliardi delle stime
- Costi inferiori a 1,85 miliardi rispetto a 1,87 miliardi stimati
- Costo del rischio (CoR) a 55 punti base da 53 punti stimati
- Utile pre-tasse, oltre 1 miliardo rispetto a 1 miliardo stimato
Con 615 milioni di utile pre tasse realizzato nel primo semestre, Equita ritiene che la «guidance 2023 mantenga margini di prudenza e che ci sia elevata visibilità sulla possibilità della banca di conseguirla».
Sono diversi gli spunti emersi dalla call con il ceo Lovaglio:
- Relativamente all’evoluzione del margine di interesse (NII), è «ragionevole attendersi una riduzione nel secondo semestre… per un aumento dei costi di funding». Allo stesso modo i NII del 2024 sono visti su livelli più bassi del 2023, «sebbene non in calo marcato alla luce di un livello medio di tassi visto più alto».
- Sul funding, Mps ha indicato l’intenzione di emettere poco più di 1 miliardo di titoli senior preferred per mantenere un ampio cuscinetto (buffer) rispetto ai requisiti minimi della Bce (Mrel). In termini di raccolta, «Mps non ha una larga esposizione verso i time deposits, ma potrebbe considerare il lancio di una campagna commerciale a settembre finalizzata ad aumentare la base depositi», avvertono gli analisti.
- Mps ha ribadito poi il focus su costi ed efficienze operative, considerate «elemento chiave per sostenere un buon livello di profittabilità anche in una fase di tassi meno di sostegno. Il trimestre ha mostrato spazio per ulteriori efficienze che sarà pienamente visibile tra secondo semestre 2023 e 2024».
- Il petitum su rischi giudiziari e straordinari, un tema importante per lo Stato, che ha concordato con l'Ue l’uscita dall’azionariato della banca, è rimasto invariato rispetto al primo trimestre 2023, «tuttavia Mps ha evidenziato l’evoluzione positiva su diverse sentenze legate ai procedimenti in corso. Entro fine anno ci saranno importanti sviluppo sul fronte delle litigations».
-Alla luce della «forte generazione di capitale e di un elevato livello di profittabilità», Mps conferma il ritorno al dividendo sull’utile 2024 che sarà distribuito nel 2025. A questo punto Equita aumenta le stime di Ebit 2023/24 rispettivamente del 13%/5% «per riflettere maggiori margini (NII) e minori costi operativi».
Il prezzo obiettivo viene alzato quindi del +3% a 3,3 euro per azione, con un rapporto P/TE atteso al 2024 di 0,37 volte (un ratio ancora basso rispetto alla media delle banche italiane che scambia attorno a 0,5 volte)
E infatti gli analisti poi specificano che «siamo consapevoli che il titolo tratta a multipli compressi e che, qualora la banca dovesse continuare a confermare i miglioramenti sul fronte operativo, vi sia spazio per un rerating. D’altra parte, in un contesto di mercato che si sta mostrando di sostegno al settore nel suo complesso e in cui non ci attendiamo un’accelerazione dell’M&A nel breve termine, manteniamo Hold su base relativa». In attesa che il Mef ceda il 64% di Mps ad un altro attore del mercato, possibilmente una banca italiana. (riproduzione riservata)