Il titolo Mps oggi perde in borsa l'1,28% a 1,16 euro e 1,16 miliardi di capitalizzazione, mentre il Ftse Mib guadagna lo 0,87%. La banca senese è uscita con le ossa rotte dallo stress test dell'Eba che ha coinvolto 89 istituti europei. È risultata, infatti, la peggior banca dell'Eurozona per solidità. Secondo i risultati, l'istituto avrebbe un Cet1 ratio fully loaded del -0,10% in uno scenario avverso esteso al 2023 che prevede un impatto prolungato della pandemia di Covid-19. Mps ha reso noto che gli esiti dello stress test sono in linea con il capital plan che il board ha presentato in Bce a gennaio e, tenuto conto dell'aumento di capitale da 2,5 miliardi, il Cet1 fully-loaded nello scenario avverso si collocherebbe al 6,6%.
Oggi gli analisti di Intesa Sanpaolo scrivono che anche se il Monte incorporasse nei conti l'aumento di capitale previsto per 2,5 miliardi, "la base patrimoniale rimarrebbero significativamente più debole rispetto alla media delle banche italiane ed europee, rispettivamente per 200 e 360 punti base" (ovvero il 2% e il 3,6%). E il Cet 1 ratio al 6,6% sarebbe" comunque ben al di sotto di quello italiano (8,6%) e comunitario (10,2%). Questa situazione di difficoltà sarà una carta importante da giocare per Unicredit che la scorsa settimana ha annunciato ai mercati di essere entrata in trattative riservate con il Mef, azionista di controllo di Mps al 64%, per rilevare un perimetro selezionato di asset del Monte.
Lo stress test e l'incognita sul futuro (fusa con Unicredit o no) pesa oggi sui due bond subordinati di tipo Tier 2 di Mps che. a fine mattinata, lasciano sul terreno attorno al 4,8% (scadenza 18 gennaio 2028 e 22 ottobre 2030) rispettivamente a quota 78,54 e 88,06. Nel pomeriggio la situazione si complica e l'emissione al 2028 cede l'8,75% a 75,298, quella al 2030 il 7,49% a 86,6. Queste emissioni, in caso di crisi, sarebbero utilizzate per ripristinare i livelli di capitale.
Nel frattempo prosegue il filone penale sulla banca. I pm milanesi, Giordano Baggio, Stefano Civardi e Mauro Clerici, sono indagati dalla procura di Brescia per le vicende relative all’inchiesta Mps condotta dai tre magistrati in relazione ai crediti deteriorati. Il fascicolo, assegnato alla pm Erica Battaglia, come riporta La Stampa, è in fase di indagine preliminare e lo scorso 15 luglio è stata chiesta la proroga delle indagini. L'ipotesi di reato è l’omissione di atti d’ufficio. Il filone riguarda la responsabilità di Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, rispettivamente presidente e ad di Mps dal 2013 al 2016, al centro di un braccio di ferro fra procura e giudici. Nel maggio scorso i tre pm erano stati spogliati del fascicolo dopo che il Gip, Guido Salvini, aveva respinto l'ennesima richiesta di archiviazione delle posizioni degli ex vertici della banca senese, ordinando una nuova perizia.
Dopo la riassegnazione del fascicolo, nei giorni scorsi la Gdf ha effettuato una serie di acquisizioni dei documenti e sentito manager della banca, consulenti e funzionari della Bce. I tre pm hanno complessivamente avanzato per sei volte richieste di assoluzione o archiviazione per Profumo e Viola in due filoni, quello sui crediti deteriorati e quello sulla contabilizzazione dei derivati Alexandria e Santorini.
Mps ha riportato quindi i risultati più deboli tra le banche dell'Ue e ha mostrato un capitale negativo nello scenario avverso, ricordano oggi gli analisti di Intesa Sanpaolo, a causa di un punto di partenza debole (un Cet 1 Fully loaded al 9,9% nel 2020) e un impatto superiore alla media dello scenario avverso per -996 punti base contro i -558 punti delle banche italiane e -494 punti di quelle Ue. Nello scenario di base, il Cet1 ratio fully loaded al 2023 si attesta al 9,29%, con un calo di 57 punti rispetto al 2020 (contro un aumento registrato da altre banche italiane), "indebolito dal rischio operativo e dall'assenza delle azioni di riduzione dei costi previste nel piano del gruppo", scrivono gli analisti.
A livello europeo, se il Common Equity Tier 1 ratio di Mps scenderebbe al -0,1% nello scenario avverso alla fine del 2023, quello di Deutsche Bank e Societe Generale si sono rivelate tra i peggiori risultati, anche se con una certa distanza dal Monte, con coefficienti rispettivamente del 7,4% e del 7,5%. Dopo il test, concluso comunque positivamente per il sistema, il vicepresidente della Banca centrale europea, Luis de Guindos, ha definito le banche europee "robuste e resilienti". Il test potrebbe diventare uno dei fattori da considerare dalla banca centrale per consentire la ripresa del pagamento dei dividendi, con le restrizioni sulle cedole che scadranno a settembre. (riproduzione riservata)